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Attenzione: spiare il telefono dell’ex partner per prove di separazione può costare caro

today9 Giugno 2025 50

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Spiare il telefono dell’ex coniuge, anche per prove legali, è reato punibile con 10 anni di carcere, come ribadito dalla Cassazione.

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    Attenzione: spiare il telefono dell’ex partner per prove di separazione può costare caro Cristian Asara

Una recente sentenza della Cassazione ha ribadito un principio fondamentale: l’accesso non autorizzato al telefono dell’ex coniuge, anche con l’intento di raccogliere prove per una causa di separazione, costituisce un reato grave, punibile con pene che possono arrivare fino a dieci anni di carcere.

Il caso in questione ha visto un uomo condannato per aver sottratto, senza consenso, chat di WhatsApp e registri di chiamate dai telefoni dell’ex moglie. I dati, poi consegnati al proprio avvocato per essere usati come prova nella causa di separazione, erano stati ottenuti da due dispositivi, uno dei quali ancora in uso alla donna e l’altro un vecchio telefono di lavoro. La vicenda era emersa a seguito delle denunce della donna, che segnalava comportamenti molesti e ossessivi da parte dell’ex marito, il quale aveva anche inviato messaggi privati a terzi insinuando una relazione tra la donna e un collega.

Spiare il telefono della partner è reato – immagine generata con IA

La tutela della privacy e i “sistemi informatici”

La Cassazione ha chiarito che messaggi e chiamate custoditi nei dispositivi elettronici rientrano a pieno titolo nella sfera privata e riservata di una persona. I giudici hanno inoltre precisato che applicazioni come WhatsApp sono da considerarsi a tutti gli effetti “sistemi informatici”, poiché software che elaborano e trasmettono dati attraverso reti digitali.

Pertanto, l’uomo, attraverso l’intrusione in questi sistemi applicativi, ha “arbitrariamente invaso la sfera di riservatezza della moglie”. La Cassazione ha sottolineato che l’accesso a tali dati è strettamente riservato al proprietario del dispositivo, a meno di un consenso esplicito.

Anche il consenso temporaneo non giustifica l’abuso

Un aspetto cruciale della sentenza è che nemmeno un consenso temporaneo all’uso del telefono elimina la responsabilità penale se si superano i limiti imposti dal proprietario. In altre parole, anche se una persona ti concede l’accesso al proprio telefono per un breve periodo o per uno scopo specifico, consultare dati non autorizzati o mantenere l’accesso oltre quanto consentito configura comunque un reato.

Cosa significa questo per te?

Questa decisione della Cassazione è un monito importante: la ricerca di prove in una causa di separazione non può mai giustificare la violazione della privacy altrui. Per evitare conseguenze legali gravi, è fondamentale affidarsi a vie legali e lecite per la raccolta di informazioni.

Radio Smeralda, puntata del 09 giugno 2025.

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