A cura di Enrico Fresu – Giornalista di Unionesarda.it
Negli ultimi giorni tre diverse operazioni delle forze dell’ordine hanno acceso i riflettori su una possibile emergenza delle baby gang in Sardegna, con decine di minorenni coinvolti in episodi di violenza, rapine, estorsioni e risse tra Cagliari, Sassari e Oristano. I numeri emersi dalle indagini, condotte nell’arco di pochi giorni dalle questure e dai carabinieri dei tre capoluoghi, spingono gli investigatori a non sottovalutare un fenomeno che appare sempre più radicato nelle fasce d’età più basse.

Nel capoluogo regionale una serie di episodi di microcriminalità avvenuti negli ultimi mesi, soprattutto dal settembre 2025, ha portato a 14 perquisizioni domiciliari nei confronti di minorenni tra i 14 e i 16 anni. Le indagini dei carabinieri della compagnia di Cagliari, coordinate dalla Procura per i minorenni e supportate dal comando provinciale e dall’elicottero dell’Arma, hanno fatto emergere il sospetto di una rete organizzata di piccoli gruppi criminali giovanili attivi tra il centro cittadino e alcuni centri commerciali. Tra i reati contestati figurano rapine, scippi, aggressioni, estorsioni e spaccio di droga. Un elemento che colpisce gli investigatori è che i ragazzi coinvolti non proverrebbero da contesti familiari problematici, segnale di un fenomeno sociale più complesso.
A Sassari la situazione appare altrettanto preoccupante. Due quindicenni sono stati arrestati mentre altri cinque risultano indagati per una serie di episodi violenti avvenuti negli ultimi due mesi tra centro e periferia. Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, i giovani avrebbero compiuto pestaggi, rapine ai danni di esercizi commerciali, estorsioni a coetanei per piccole somme di denaro e furti di telefoni cellulari. Il dirigente della Squadra mobile ha parlato di un fenomeno ispirato al modello delle cosiddette baby gang urbane. Due dei ragazzi si trovano attualmente in comunità su disposizione della Procura minorile, mentre un altro è agli arresti domiciliari.
L’ultima indagine arriva da Oristano, dove sono stati identificati i partecipanti a una maxi rissa scoppiata nella notte tra il 3 e il 4 gennaio davanti alla Cattedrale cittadina. Sono 18 i giovani denunciati dopo un’ora di violenza tra due gruppi contrapposti che, secondo le ricostruzioni, avrebbero agito sotto l’effetto di alcol e droga. I partecipanti erano armati di cinghie, bastoni, spranghe e spray al peperoncino, trasformando il sagrato in un vero teatro di scontri. L’episodio rappresenta uno dei casi più gravi registrati negli ultimi mesi nella provincia.
L’insieme delle operazioni condotte nelle tre città evidenzia un fenomeno in crescita, con modalità violente e organizzate che richiamano dinamiche tipiche delle baby gang metropolitane. Se da un lato l’attività investigativa dimostra l’efficacia delle forze dell’ordine, dall’altro gli episodi confermano la necessità di interventi preventivi sul disagio giovanile, coinvolgendo scuola, famiglie e istituzioni per evitare un ulteriore radicamento della criminalità tra i minorenni.
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