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“Bed Rotting”: la Gen Z ha deciso di “marcire” a letto Cristian Asara
La Generazione Z ha introdotto una nuova tendenza che sta facendo discutere: il “bed rotting”. Letteralmente “marcire a letto”, questa pratica consiste nel trascorrere ore sotto le coperte non per dormire, ma per svolgere una serie di attività online: guardare serie TV, navigare sui social media, scrivere al computer o semplicemente fare scrolling sul cellulare.
Per molti giovani, il bed rotting è una sorta di coccola, un modo per staccare la spina e trovare sollievo dallo stress quotidiano. È un’alternativa al ritmo frenetico della vita moderna, fatta di impegni, appuntamenti e la costante pressione di essere produttivi. Per loro, è un momento di evasione, un modo per isolarsi un po’ dal mondo esterno e ricaricare le batterie.

Nonostante il bed rotting sia spesso descritto sui social media come una nuova forma di benessere, la pratica non manca di sollevare preoccupazioni tra psicologi ed esperti del sonno.
Da un lato, c’è chi lo vede come una strategia valida per ridurre lo stress accumulato, un momento di comfort che non arreca danni. Un’occasione per rallentare, un’esigenza di una generazione sempre connessa che sente il bisogno di disconnettersi.
Dall’altro, però, gli esperti mettono in guardia sui potenziali rischi. Stare a letto senza dormire può creare una confusione a livello inconscio nel cervello. Normalmente, il cervello associa il letto al riposo e al sonno. Usarlo come ufficio, cinema o centro di intrattenimento può alterare questo legame, portando a problemi come l’insonnia.
Se il bed rotting diventa un’abitudine frequente e non un’eccezione, i benefici si trasformano in danni. Può alterare il ritmo circadiano e la qualità del sonno profondo, aumentando il rischio di insonnia, ansia e persino depressione. Inoltre, l’inattività prolungata può generare un senso di colpa che mina ulteriormente il benessere mentale.
Al di là dei pro e dei contro, il bed rotting sembra essere lo specchio di una generazione che, pur essendo perennemente connessa, sente il bisogno di rallentare e ritirarsi nel proprio spazio. È un grido silenzioso che chiede un po’ di tempo per sé, lontano dal rumore e dalla costante esigenza di performare.
Che sia una moda passeggera o un sintomo di un bisogno più profondo, il bed rotting ci offre uno spunto di riflessione sulla complessa relazione tra giovani, tecnologia e benessere mentale.
Ma la domanda resta: è un modo sano di affrontare lo stress o un pericoloso isolamento?
Radio Smeralda, puntata del 04 ottobre 2025.
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