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Belve: cosa c’è dietro le interviste registrate e mai andate in onda? Francesca Figus, Gabriele Parpiglia
Gabriele Parpiglia, giornalista e firma storica di Chi Magazine, denuncia un sistema di interviste a pagamento registrate per Belve ma talvolta non mandate in onda, generando polemiche nel mondo televisivo italiano. “Ho visto cachet che superavano i 50-60mila euro per una sola intervista”, spiega il giornalista, sottolineando come alcuni ospiti scoprano la cancellazione soltanto a trasmissione conclusa.

Parpiglia descrive un programma molto discusso ma non più così dominante sui social come negli anni precedenti. “Belve chiudeva con circa 8.000 tweet, mentre quest’anno la media è scesa a 3.600”, afferma, evidenziando un calo evidente dell’engagement digitale. Secondo lui, la potenza mediatica del format resta alta, ma non più paragonabile ai picchi passati.
Il caso più emblematico, secondo Parpiglia, riguarda Anna Pettinelli, la cui intervista registrata non fu mai trasmessa. “Aveva raccontato una violenza subita, ma non le fu comunicata la cancellazione”, rivela il giornalista. Sottolinea che la conduttrice aveva firmato un contratto e percepito un compenso significativo, rendendo ancor più grave la mancata trasparenza sulla messa in onda.
Quest’anno, racconta Parpiglia, sarebbe sparita anche l’intervista all’attore di fama internazionale Simone Susinna. “Mi ha detto: ‘Sono incazzato nero, nessuno mi ha avvisato e avevo rinunciato a due impegni per Belve’”, riporta. La scelta sarebbe stata motivata, secondo le fonti del giornalista, dalla considerazione che l’intervista fosse “noiosa”, nonostante l’attore fosse stato convocato, pagato e fotografato in studio.

Parpiglia ricorda anche il precedente di Teo Mammuccari, la cui ospitata fu trasformata in un caso mediatico pur essendo un’intervista interrotta. “Non era un’intervista, ma un contenuto usato come lancio clamoroso”, racconta. Sottolinea che la produzione può scegliere cosa trasmettere, ma denuncia criteri opachi e comunicazioni inesistenti verso gli ospiti coinvolti.
Il giornalista afferma che alcune testate eviterebbero volutamente di riprendere certe notizie. “I siti amici della Fagnani ignorano ogni critica e proteggono il programma”, sostiene. Parpiglia aggiunge che ogni sua inchiesta genera spesso reazioni legali: “Mi scrivono gli avvocati della Fagnani, ma rispondo con il mio avvocato e andiamo avanti”.
Intervento a cura di Francesca Figus
La Strambata del 09-12-2025
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