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Caffè Corretto

Biennale di Venezia tra arte, guerra e resistenza culturale nei padiglioni internazionali

micFrancesca Figus e Efisio Carbonetoday13 Maggio 2026 10

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Biennale di Venezia tra arte e conflitti globali

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    Biennale di Venezia tra arte, guerra e resistenza culturale nei padiglioni internazionali Fabio Leoni

Alla Biennale di Venezia 2026, il critico d’arte Efisio Carbone racconta da Venezia un’edizione segnata da forti tensioni geopolitiche e da una riflessione sul ruolo dell’arte contemporanea globale. Secondo Carbone «un mondo fatto di accudimento, di protezione, quasi un santuario dell’arte» descrive la visione curatoriale che attraversa Arsenale di Venezia e Giardini. Il direttore del polo museale dell’ISRE evidenzia come la Biennale resti centrale tra arte e conflitti globali.

Biennale di Venezia

Padiglioni e tensioni geopolitiche nella biennale di venezia 2026 arte e conflitti

Durante i giorni di vernice della Biennale di Venezia, Efisio Carbone descrive un clima intenso, tra manifestazioni esterne, controlli di sicurezza e forti contrasti nei padiglioni nazionali coinvolti nei conflitti. Carbone afferma: «la guerra inizia laddove finisce la comunicazione, e l’arte ha la funzione di mantenerla viva», sottolineando il ruolo culturale della Biennale nel dibattito globale. I padiglioni di Russia, Israele, Ucraina e Stati Uniti vengono letti come spazi artistici e politici, dove le opere riflettono tensioni e narrazioni contemporanee opposte.

Simboli di resistenza e opere itineranti

Tra le installazioni più discusse, Efisio Carbone evidenzia il Padiglione russo con fiori senza profumo e quello israeliano con una rosa nera nel congelatore e lacrime simboliche. Carbone osserva: «i fiori non profumano più perché non hanno più necessità di essere impollinati», mentre descrive anche «una rosa nera dentro un congelatore» come simbolo. L’opera del cervo origami di Kadyrova, già esposta anche al MACC di Calasetta, diventa simbolo di resilienza ucraina dopo oltre 6000 chilometri. Carbone commenta: «straordinario vederla lì», confermando la forza della memoria artistica globale.

Intervista a cura di Francesca Figus

Caffè Corretto del 13-05-2026

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