Il biologico cresce in Sardegna: “Serve organizzare le filiere”
Secondo i dati del settore, nel 2024 in Sardegna si contano 2.720 aziende biologiche, con una crescita della Superficie Agricola Utilizzata del 5,20% rispetto all’anno precedente e una presenza di giovani pari al 14,5%. Numeri che confermano la forte espansione del comparto.
Ignazio Cirronis ha spiegato però che molte aziende biologiche non riescono ancora a commercializzare pienamente i propri prodotti nel mercato bio. “Circa un terzo delle aziende biologiche sarde non riesce ancora a vendere nel settore biologico organizzato”, ha sottolineato.
Per questo il ruolo del Biodistretto punta soprattutto alla costruzione di filiere produttive complete, dalla produzione alla trasformazione fino alla commercializzazione. “Il nostro obiettivo non è solo aumentare il numero degli aderenti, ma creare reti solide e aiutare le aziende a crescere”, ha spiegato Cirronis.
Il Biodistretto Sud Sardegna opera su tutto il territorio della Sardegna meridionale e promuove un modello di economia sostenibile che guarda non solo al presente ma anche alle future generazioni. Oggi le aziende aderenti sono oltre settanta tra produttori agricoli, cantine, caseifici, mulini e imprese di trasformazione alimentare.
Giovani, innovazione e nuovi investimenti nel settore agricolo
Uno dei temi centrali del Bio Festival 2026 sarà il ricambio generazionale in agricoltura. Cirronis, considerato uno dei pionieri del biologico sardo, ha evidenziato come sempre più giovani si stiano avvicinando al settore con una visione moderna e innovativa.
Tra gli appuntamenti principali ci sarà anche l’inaugurazione di un nuovo impianto per la lavorazione della mandorla biologica. “Si tratta di un investimento da 700 mila euro che rappresenta una grande opportunità per il territorio e per tante aziende agricole”, ha spiegato il presidente del Biodistretto.
Il progetto punta anche a recuperare i terreni agricoli lasciati inutilizzati dalle vecchie generazioni, favorendo la nascita di nuove imprese agricole aggregate e innovative. “Parliamo di agricoltura di precisione, utilizzo di droni, marketing digitale e strumenti tecnologici moderni”, ha aggiunto Cirronis.
Bio Festival 2026: eventi tra aziende aperte e Parco di Molentargius
Il coordinatore del Biofestival Paolo Costa ha illustrato il calendario della manifestazione che prenderà il via il 23 maggio con un seminario dedicato alla filiera della mandorla biologica e proseguirà il 24 maggio a Serramanna con un incontro sul ricambio generazionale.
Dal 25 al 29 maggio spazio all’iniziativa “Bio Aziende Aperte”, che permetterà al pubblico di visitare alcune aziende biologiche del territorio tra Senorbì, Quartu, Monastir e Calasetta.
Il gran finale si svolgerà il 30 e 31 maggio al Parco Naturale Molentargius Saline di Cagliari, simbolo della rigenerazione agricola urbana e luogo scelto per ospitare incontri, degustazioni, attività divulgative e appuntamenti dedicati al biologico sardo.
“Abbiamo voluto costruire un festival diffuso che valorizzasse i diversi territori del Biodistretto Sud Sardegna”, ha spiegato Paolo Costa. Il Bio Festival 2026 si presenta così come un evento strategico per raccontare il biologico non più come una nicchia, ma come una vera scelta identitaria, economica e culturale per la Sardegna.