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Interviste

Bollo auto, l’abolizione potrebbe diventare definitiva?

micEgidiangela Sechi, Massimo Crivellitoday18 Settembre 2026 17

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Bollo auto: l’esenzione dal 2027 potrebbe diventare strutturale

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    Bollo auto, l’abolizione potrebbe diventare definitiva? Radiolina

Lesenzione dal pagamento del bollo auto nel 2027 è una decisione destinata ad avere un forte impatto sul bilancio di milioni di automobilisti e che, proprio per la sua tempistica, ha già alimentato le polemiche tra maggioranza e opposizioni. A commentare la misura è Massimo Crivelli, vicedirettore de L’Unione Sarda. Il tema riguarda una delle tasse maggiormente contestate dagli italiani, quella legata al possesso dell’automobile, che si aggiunge ai costi di acquisto, carburante, assicurazione e manutenzione.

Automobili (Immagine generata con l’utilizzo dell’intelligenza artificiale)

Bollo auto abolito dal 2027: cosa prevede la misura

Secondo quanto spiegato, la misura approvata dal Consiglio dei ministri prevede inizialmente l’esenzione dal bollo auto per il 2027. Il provvedimento, nelle intenzioni del governo, potrebbe successivamente diventare strutturale. L’agevolazione riguarda le auto di piccola cilindrata fino a 80 kWh e, secondo quanto riferito, comprende anche tutte le moto.

È inoltre previsto un limite per i nuclei o i contribuenti che possiedono più veicoli: l’esenzione può essere utilizzata per una sola automobile, a condizione che sia regolarmente assicurata. Il bollo auto è da anni una delle imposte più discusse nel rapporto tra cittadini e fisco.

La novità potrebbe tradursi in un risparmio diretto per gli automobilisti interessati, anche se restano da valutare la sostenibilità economica della misura e la possibilità che l’esenzione venga effettivamente resa strutturale negli anni successivi.

Massimo Crivelli: “Il rischio è che venga vista come una mossa elettorale”

La principale questione politica sollevata da Crivelli riguarda la tempistica dell’intervento. L’abolizione del bollo auto, almeno nella prima fase riferita al 2027, arriva infatti in un periodo relativamente vicino alla scadenza naturale della legislatura.

La scadenza naturale del mandato del governo guidato da Giorgia Meloni è indicata nell’ottobre 2027. Questo rende inevitabile, secondo il vicedirettore de L’Unione Sarda, una lettura politica della misura: l’opposizione può interpretarla come una forma di consenso elettorale, mentre la maggioranza può rivendicarla come un intervento concreto a favore dei cittadini.

Crivelli sottolinea inoltre che le elezioni potrebbero arrivare anche prima della scadenza naturale della legislatura. A incidere sulla durata del governo potrebbero essere eventuali difficoltà parlamentari, compreso il passaggio alla Camera della legge elettorale, indicato come particolarmente delicato anche per la possibilità di un voto a scrutinio segreto e della presenza di franchi tiratori.

In questo scenario, l’abolizione o l’esenzione dal bollo auto assume anche un evidente valore politico. Una misura che produce un beneficio immediatamente percepibile dagli elettori può infatti avere un peso importante nella comunicazione del governo, soprattutto a ridosso di una possibile campagna elettorale.

Dal precedente di Renzi alle accuse del Movimento 5 Stelle

Nel dibattito politico è emerso anche un precedente legato a Matteo Renzi. L’idea di intervenire sul bollo auto, secondo quanto ricordato da Crivelli, era stata già avanzata dall’ex presidente del Consiglio, ma senza arrivare all’attuazione.

La differenza è che la proposta attribuita a Renzi sarebbe rimasta nel cassetto, mentre il governo Meloni ha deciso di trasformarla in una misura concreta. Da questo punto di vista, l’esecutivo può rivendicare un risultato politico e comunicativo significativo.

La questione ha inoltre provocato reazioni sui social network e tra le forze di opposizione. In particolare, il Movimento 5 Stelle ha accusato Fratelli d’Italia di incoerenza, ricordando come alcune proposte avanzate in passato dal M5S siano state criticate o liquidate dalla maggioranza come populistiche.

Il confronto si sposta quindi dal semplice contenuto economico della misura alla sua valenza politica ed elettorale. Da una parte c’è il beneficio potenziale per gli automobilisti, dall’altra il dibattito sulla sostenibilità nel lungo periodo e sull’opportunità di introdurre un intervento di questo tipo proprio in prossimità della prossima tornata elettorale.

 

 

Intervista a cura di Egidiangela Sechi

La Strambata del 18-09-2026

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