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Boom di punture dimagranti in Sardegna: l’allarme degli esperti Francesca Figus, Giovanna Ghiani
Il crescente uso delle punture dimagranti sta diventando un fenomeno preoccupante anche in Sardegna, dove molte persone le assumono senza reale necessità. Giovanna Ghiani, nutrizionista del Cagliari Calcio, chiarisce che “Questi farmaci non servono a perdere quattro o cinque chili, perché hanno indicazioni terapeutiche rigorose”. Secondo l’esperta, si tratta di medicinali nati per trattare l’obesità e usati sempre più come scorciatoia estetica.

I farmaci iniettivi per dimagrire, come GLP-1 e Tirzepatide, vengono spesso percepiti come un semplice aiuto per la linea. Ghiani ricorda però che “I farmaci sono un’arma a doppio taglio, utili ma potenzialmente dannosi se usati senza controllo”. Questi medicinali sono indicati solo per pazienti con obesità o con BMI inferiore ma complicanze cliniche, quindi non per chi vuole rimuovere pochi chili in eccesso.

L’esperta sottolinea che l’assunzione deve essere sempre monitorata da uno specialista. Come precisa la ricercatrice, “Questi farmaci devono essere prescritti dal medico, che segue l’intero percorso terapeutico”. L’acquisto online o senza supervisione è estremamente pericoloso, anche perché non esistono ancora studi clinici oltre i cinque anni e gli effetti a lungo termine restano sconosciuti.
Molti ritengono le punture una soluzione rapida, ma la nutrizionista chiarisce che nessuna terapia sostituisce buone abitudini. Ghiani ribadisce che “Avere un fisico sano significa muoversi, fare sport e mantenere uno stile di vita attivo”. Senza modificare alimentazione e attività fisica, il peso torna facilmente perché il farmaco agisce sulla fame ma non sulle abitudini che causano il problema.
Interrompere bruscamente queste terapie può portare a un rapido recupero del peso, soprattutto se restano stili di vita disordinati. L’esperta spiega che “Il farmaco funziona meno quando si riprende, perché l’organismo sviluppa tolleranza”. Questo genera ansia in chi teme di ingrassare dopo la sospensione, creando dipendenza psicologica che rende ancora più complesso il percorso.
Alla luce della crescente moda delle punture dimagranti, la ricercatrice lancia un messaggio chiaro. Ghiani invita alla prudenza affermando che “Le medicine non sono mode e solo i medici possono decidere quando usarle davvero”. Cambiare stile di vita, conclude l’esperta, è la strada per un benessere duraturo e per imparare a volersi bene in modo consapevole.
Intervista a cura di Francesca Figus
Caffè Corretto del 05-12-2025
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