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Caffè Scorretto – Percezioni del tempo Giuseppe Valdes
Ci ha vendicati re Carlo, alla Casa Bianca, con un’ironia così sopraffina che il software di Trump (alieno, non umano) è andato in crash. Si sa, gli inglesi si piacciono assai: effetto collaterale dell’insularità, ne sappiamo qualcosa.
Davanti alla platea americana, King Charles l’ha buttata lì: «250 anni fa, o come diciamo nel Regno Unito, proprio l’altro ieri, gli Usa hanno dichiarato l’Indipendenza». Scacco matto in una mossa. I Trump-scettici hanno esultato, ma poi c’è la realtà. A forza di specchiarsi nel proprio glorioso passato, la Gran Bretagna ha dimenticato come si costruisce il presente. E pure il futuro.
Il referendum per la Brexit, quel superbo «addio, tonti» all’Unione europea, ha spento dieci candeline. Un decennio sobrio, infatti sono sfilati ben sei primi ministri: roba che la Prima Repubblica italiana al confronto sembra la dinastia Ming.
Ora da Londra filtrano nostalgia e furbizia, la solita. Parlano di riavvicinamento, ma ovviamente alle loro condizioni. Il nuovo ambasciatore britannico a Roma ha detto, ed era pure serio, che sono usciti dall’Ue, mica dall’Europa, e che le democrazie devono «cooperare di più». L’ha detto la sterlina all’euro, per capirsi. Chi mandiamo a Downing Street per servire il contropiede? Magari un discendente di Giulio Cesare. Per spiegare che cosa intendiamo in Italia quando diciamo «l’altro ieri».
Luigi Almiento
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