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Cagliari: di scena il seminario-spettacolo “Il Doppio di Sei è Siamo” Giuseppe Valdes
Il 5 e 6 aprile, a Cagliari, ore 20:30, va in scena il seminario-spettacolo “Il Doppio di Sei è Siamo”. Un appuntamento – che avrà luogo presso il Teatro Sant’Eulalia, Vico Collegio 2 – all’insegna della felicità e dell’amore. Il messaggio, dunque, ruota intorno all’unione reciproca, con un’educazione al benessere. Un cambiamento del modo di pensare, introducendo le diversità come normalità. Stella Conte e Marco Oppo, rispettivamente attrice-autrice e regista dell’opera, hanno spiegato a fondo tutti gli aspetti incarnati. Da evidenziare anche il lavoro di Massimo Zordan (attore), Silvia Loddo (canto), Sandro Gambicchia (flauto) e Stefania Cau (scenografie e trucco).

La novità riguarda il modo d’interazione con il pubblico. Una sorta di interattività, con la platea che verrà chiamata a partecipare sul palco, improvvisando e modificando la struttura dello spettacolo, un qualcosa diverso rispetto a una normale opera teatrale. Secondo Marco Oppo, questa è una rappresentazione che “non è tante cose ma è tutto”: cinema, musica, danza, pittura e teatro mescolati tutti insieme. Anche la scenografia presenterà elementi all’insegna della semplicità. Un tavolo, due sedie, uno sfondo e due musicisti: poche cose, semplici, pronte a regalare spettacolo empatico.
Il messaggio chiave è il benessere. Tanti aspetti, come, per esempio, la non violenza e il rapporto di coppia. A tal proposito si cercherà, attraverso delle scenette sia di amore che di conflitto, una possibile soluzione all’aggressività. Una sorta di lavoro con la psicologia, entrando direttamente nella parte del personaggio. Un discorso basato sulla condivisione delle emozioni. Già a dicembre, era stata presentata un’opera teatrale molto simile a questa: per Stella Conte, i feedback non sono stati negativi, anche se l’attrice e autrice del progetto si aspettava un qualcosa di diverso.
“Il Doppio di Sei è Siamo” si baserà sulla psicologia positiva, ovvero trovare la forza nelle situazioni difficili. Dunque, una vera e propria ricerca delle proprie capacità alla reazione. Attenzione alla tecnologia. Per Stella Conte, questo sarà un ulteriore focus dell’opera, visto il costante aumento di problematiche legate all’uso di telefoni e internet. A tal proposito, l’introspezione (nel nostro IO) è fondamentale (aspetti che donano luce alla nostra vita quotidiana). Luci, suoni, pause, silenzio e spazio renderanno il tutto più accogliente, facilitando l’interazione. Uno spettacolo imperdibile, quasi fosse una festa tra amici. Il capire di certi comportamenti, riscoprendo l’anima interiore, sarà il leitmotiv della serata.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
La Strambata del 29-03-2024