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Cagliari, “Fuorimargine Festival”: la danza contemporanea guarda al futuro

micMatteo Vercelli, Giulia Muronitoday8 Settembre 2026 43

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“Fuorimargine Festival”, dall’Exma una nuova stagione per la danza contemporanea

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    Cagliari, “Fuorimargine Festival”: la danza contemporanea guarda al futuro Manuel Cozzolino

Il Fuorimargine Festival torna a Cagliari dal 13 settembre al 5 dicembre, con un programma dedicato alla danza contemporanea, alle performance e alla produzione artistica. “Cerchiamo di incidere non come un evento, non come una kermesse di eventi, ma invece come un’azione culturale generativa“, spiega Giulia Muroni, direttrice artistica insieme a Momi Falchi. L’Exma sarà uno dei principali luoghi della manifestazione, con appuntamenti negli spazi interni ed esterni dell’ex mattatoio comunale.

Dalila Belaza, Orage (dal sito Fuorimargine.eu)

Fuorimargine Festival: una direzione artistica plurale

Muroni condivide la direzione del festival con Momi Falchi, fondatrice dell’associazione di riferimento della manifestazione, nata dall’esperienza di Spazio Danza. “Si tratta di una curatela, una direzione plurale e intergenerazionale”, sottolinea Muroni, evidenziando il valore dello scambio tra generazioni e competenze. Il progetto punta a intercettare realtà differenti, creando occasioni di confronto tra artisti, pubblico e territorio attraverso una programmazione contemporanea.

Performance anche fuori dall’Exma

L’apertura del 13 settembre sarà affidata a Irene Russolillo, mentre tra gli appuntamenti esterni figura Block, progetto realizzato all’ex Centrale di Sant’Agostino. “È un progetto con cui lavoriamo con Bus Station e Sardegna Teatro nell’ambito di Cagliari dal vivo”, racconta la direttrice artistica. L’iniziativa porterà in una zona meno consueta della città performance, musica techno e nuove forme di aggregazione culturale.

L’Exma come crocevia culturale

La gestione dell’Exma per 25 anni, attraverso un partenariato speciale pubblico-privato, rappresenta uno degli elementi più importanti della nuova fase culturale cagliaritana. “Non ci troviamo a immaginare di possedere un posto per 25 anni, ma di essere un crocevia”, chiarisce Muroni, spiegando la filosofia alla base del progetto. All’interno dell’Exma sarà inoltre presente uno spazio dedicato alla danza, rispondendo a una richiesta avanzata da numerose associazioni della città e della Sardegna.

Fuorimargine Festival: cultura e giovani

Il progetto vuole offrire alle nuove generazioni spazi culturali non immediatamente orientati alla redditività, favorendo partecipazione, formazione e produzione artistica. “Una città deve fornire delle risposte alle persone giovani che non siano soltanto delle risposte in termini di daspo o di aperitivo”, afferma Muroni. L’Exma viene quindi concepito come un luogo aperto alla comunità, capace di ospitare iniziative e percorsi culturali con una prospettiva di lungo periodo.

Trentadue anni di contemporaneo

Il Fuorimargine Festival raggiunge la trentaduesima edizione, confermando una presenza consolidata nel panorama della danza contemporanea sarda e nazionale. “La storicità non implica necessariamente una credibilità culturale”, osserva Muroni, sottolineando però i riscontri nazionali e internazionali ottenuti dal festival. La manifestazione è riconosciuta dalla Regione come centro della danza e sviluppa anche produzioni che trovano spazio in importanti contesti italiani.

Giovani artisti sardi

Una particolare attenzione viene riservata agli artisti e alle artiste sardi, spesso formati fuori dall’isola e interessati a riportare in Sardegna esperienze maturate anche a livello internazionale. “Abbiamo investito su persone giovani, danzatrici che provengono dalla Sardegna e magari hanno studiato altrove, anche a livello internazionale”, spiega Muroni. Il festival promuove così un’idea di transito degli artisti, creando strumenti e opportunità senza imporre necessariamente una permanenza stabile nell’isola.

Una cultura capace di generare

La filosofia del Fuorimargine Festival supera quindi la semplice organizzazione di spettacoli, puntando sulla creazione di processi culturali duraturi. “È proprio dentro questa idea di un transito degli artisti e delle artiste che sentiamo la responsabilità di fornire degli strumenti”, conclude Giulia Muroni. Dal 13 settembre al 5 dicembre, Cagliari diventa così un laboratorio dedicato alla danza contemporanea, alla ricerca artistica e alla costruzione di nuove comunità culturali.

Intervista a cura di Matteo Vercelli

Caffè Corretto del 08-09-2026

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