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Cagliari, Jacopo Fazzini: «Voglio rispettare le aspettative»

today1 Ottobre 2026

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Jacopo Fazzini, la rivincita parte da Cagliari

 

Jacopo Fazzini vuole trasformare la nuova avventura al Cagliari nell’occasione per ripartire dopo una stagione complicata alla Fiorentina, ritrovando continuità e fiducia. «Vengo da un anno in cui vorrei prendermi delle rivincite personali», ha raccontato il centrocampista durante l’intervista.

Jacopo Fazzini, centrocampista del Cagliari, negli studi di Radiolina.

Il calcio prima del tennis

Prima di scegliere definitivamente il calcio, Fazzini ha praticato anche tennis, una passione nata in famiglia e coltivata fino ai dodici anni insieme alla sua attività calcistica. «Ho iniziato quando ero piccolo, giocavo sia a calcio che a tennis», ha ricordato il centrocampista rossoblù.

La scelta è poi caduta sul calcio, soprattutto per il piacere di condividere il campo con gli amici e per una passione diventata progressivamente più forte. «Il calcio è sempre stato la mia passione più grande», ha spiegato Fazzini, che ancora oggi durante l’estate gioca occasionalmente a tennis con la famiglia.

Gli idoli e la passione per il centrocampo

Da ragazzo Fazzini guardava soprattutto il Barcellona e studiava i grandi centrocampisti della squadra, cercando di prendere qualcosa da ciascuno di loro. Tra i giocatori più importanti nella sua formazione calcistica c’è anche Kaká. «Sicuramente Kaká è uno di quelli che ti fanno innamorare di questo sport», ha raccontato.

Il centrocampo è sempre stato il suo habitat naturale, un ruolo nel quale può partecipare continuamente al gioco e toccare molti palloni. «Mi piace stare nel vivo del gioco, mi piace toccare tanti palloni», ha spiegato Fazzini, che nel corso della sua crescita ha ricoperto diverse posizioni.

La maglia numero 10

A Cagliari Fazzini ha scelto la maglia numero 10, una decisione che porta con sé responsabilità e aspettative importanti. Il giocatore considera il numero anche un simbolo della volontà di voltare pagina dopo l’esperienza vissuta a Firenze. «È sicuramente una scelta di responsabilità», ha sottolineato.

Il nuovo numero rappresenta quindi una sfida personale, con Fazzini intenzionato a dimostrare il proprio valore e a trovare quella continuità che nella scorsa stagione gli è mancata. «Spero appunto di rispecchiare e rispettare le aspettative», ha aggiunto il centrocampista.

La lezione della Fiorentina

La parentesi alla Fiorentina è stata difficile soprattutto nella seconda parte della stagione, quando Fazzini ha trovato meno spazio e ha giocato frequentemente entrando dalla panchina. «Da ottobre in poi ho cominciato a giocare un pochino meno», ha raccontato il giocatore.

Nonostante le difficoltà, quell’esperienza ha rappresentato un passaggio importante nel suo percorso professionale. «È un’esperienza che mi ha formato tanto e che spero quest’anno di fare meglio e di divertirmi anche», ha spiegato Fazzini, pronto a trasformare quella stagione in un punto di partenza.

Un centrocampista duttile

Fazzini si considera un centrocampista tecnico e offensivo, capace di giocare da numero 8, da numero 10 oppure davanti alla difesa quando la partita lo richiede. La duttilità è quindi una delle caratteristiche sulle quali punta maggiormente. «Mi piace giocare in tutti i ruoli del centrocampo», ha spiegato.

La disponibilità tattica rappresenta per lui anche un modo per mettersi al servizio della squadra, adattandosi alle richieste dell’allenatore senza rinunciare alla propria identità. «In base alla partita, in base a dove il mister vorrà farmi giocare, per me non c’è nessun tipo di problema», ha aggiunto.

La crescita con Pisacane

Uno degli obiettivi dichiarati riguarda il miglioramento della fase difensiva, un aspetto sul quale Fazzini sta lavorando quotidianamente sotto la guida di Fabio Pisacane. Il tecnico analizza con il giocatore gli errori commessi e gli aspetti da correggere. «Mi sto trovando veramente bene e mi sta aiutando tantissimo», ha raccontato Fazzini.

Il centrocampista considera quindi Pisacane una figura importante per la propria crescita tattica, soprattutto nella comprensione delle situazioni difensive. «Sono sicuro che con lui ci riuscirò», ha detto Fazzini riferendosi alla possibilità di migliorare ulteriormente questo aspetto del proprio gioco.

Una storia di famiglia lunga cent’anni

L’arrivo a Cagliari ha fatto emergere anche un curioso intreccio familiare con il club e la città. Il bisnonno di Fazzini aveva infatti giocato nella Fiorentina nel 1926, segnando il primo gol nella storia della società, prima di trasferirsi successivamente a Cagliari.

Il giocatore non conosceva questo dettaglio quando ha accettato la nuova esperienza in Sardegna e lo ha scoperto soltanto dopo il trasferimento, grazie alla madre. «Anche il mio bisnonno ha fatto lo stesso trasferimento cento anni fa», ha raccontato Fazzini.

Il mare e la nuova vita a Cagliari

L’impatto con Cagliari è stato positivo anche per il rapporto con il mare, elemento particolarmente importante per Fazzini, cresciuto a Viareggio. Il centrocampista ha apprezzato anche la possibilità di vivere la città durante il tempo libero. «Ritrovare una città con il mare penso sia troppo importante per chi è nato al mare», ha spiegato.

Anche il clima ha sorpreso il giocatore, che ha raccontato di essere rimasto colpito dalle temperature ancora elevate durante settembre e ottobre. «Con queste giornate qua, se c’è la possibilità uno cerca di godersi un po’ la città, il mare», ha raccontato sorridendo.

Un gruppo che lo ha accolto subito

L’inserimento nello spogliatoio rossoblù è stato particolarmente rapido. Fazzini conosceva già alcuni giocatori, ma nel giro di pochi giorni ha costruito rapporti con praticamente tutta la squadra. «Tempo due giorni e già avevo legato con tutti», ha raccontato.

L’accoglienza ricevuta ha contribuito a farlo sentire immediatamente parte del gruppo, un elemento che considera fondamentale per affrontare una nuova esperienza professionale. «Sembrava che fossi qua da anni, quindi mi sono ambientato veramente nel migliore dei modi», ha aggiunto.

Il gruppo come arma del Cagliari

Fazzini ha individuato nella compattezza dello spogliatoio uno degli elementi più importanti del Cagliari, soprattutto dopo un avvio caratterizzato da risultati e situazioni particolarmente impegnative. «Questi punti sono più che meritati e sicuramente il gruppo è unito», ha spiegato.

Il centrocampista ha ricordato anche i momenti delicati vissuti durante l’estate e sottolineato come la squadra abbia mantenuto la propria unità nonostante le difficoltà. «Siamo sempre rimasti compatti e non ci siamo mai disuniti», ha dichiarato Fazzini.

L’obiettivo della nazionale maggiore

Dopo aver percorso praticamente tutta la trafila delle selezioni giovanili italiane, Fazzini considera la nazionale maggiore un obiettivo concreto per il futuro, senza però voler trasformare questa ambizione in una pressione. «È un obiettivo che mi tengo e che mi stimola durante tutte le partite e tutti gli allenamenti», ha spiegato.

Il percorso nelle nazionali giovanili gli ha permesso di condividere esperienze importanti con diversi giocatori, alcuni dei quali sono già arrivati nella selezione maggiore. «Mi piacerebbe finire con la nazionale maggiore», ha aggiunto il centrocampista, guardando alla prossima tappa della propria carriera.

Gli amici cresciuti insieme

Tra i ricordi più importanti della formazione calcistica ci sono gli anni trascorsi nelle nazionali giovanili e nei settori giovanili, condivisi con giocatori diventati poi protagonisti nel calcio professionistico. Fazzini ha ricordato in particolare i successi conquistati con alcuni compagni.

La vittoria dello scudetto Under 16 e dello scudetto Primavera ha avuto un valore speciale proprio per il rapporto costruito negli anni. «Eravamo i soliti ragazzi che eravamo da quando eravamo piccoli, siamo cresciuti tutti insieme», ha raccontato Fazzini.

Il primo gol con il Cagliari

Il centrocampista attende ancora il primo gol con la maglia rossoblù, un traguardo che potrebbe aumentare ulteriormente fiducia e consapevolezza. Fazzini, tuttavia, non vive questa attesa con particolare pressione. «Il gol è una di quelle cose che mi manca perché ti danno consapevolezza e fiducia», ha spiegato.

La dedica è già pronta e sarebbe rivolta alla sorella, una figura particolarmente importante nella sua vita personale. «Sicuramente la prima è mia sorella», ha raccontato Fazzini, spiegando il significato speciale che avrebbe quella rete.

La laurea e la crescita personale

Fuori dal campo Fazzini ha completato anche il proprio percorso universitario, conseguendo una laurea triennale in Scienze motorie mentre proseguiva la carriera calcistica professionistica. «Mi sono laureato l’anno scorso e ho fatto la triennale», ha raccontato durante l’intervista.

La nuova sfida rossoblù

Tra maglia numero 10, crescita tattica, nazionale, primo gol e rapporto con il gruppo, Fazzini ha individuato a Cagliari l’ambiente nel quale provare a compiere un nuovo passo. L’obiettivo è trasformare la deludente parentesi fiorentina in esperienza utile per il futuro. «Spero quest’anno di fare meglio e di divertirmi anche», ha concluso il centrocampista.

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