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Cagliari, lotta al randagismo: le iniziative per cani e gatti Andrea Sechi, Luisa Giua Marassi, Gianna Coppa
Il Comune di Cagliari rafforza il proprio impegno nella tutela degli animali e nella prevenzione del randagismo, puntando sulla sensibilizzazione dei proprietari e sul sostegno a volontari e volontarie. A fare il punto sulle iniziative sono l’assessora all’Ambiente Luisa Giua Marassi e la direttrice del Canile di Cagliari Gianna Coppa, intervenute per illustrare gli interventi avviati e quelli in programma sul territorio cittadino.

La campagna di microchippatura gratuita dei cani a Cagliari sta registrando risultati positivi. Nel corso del quarto appuntamento organizzato dal Comune, ospitato negli spazi del canile cittadino, sono stati identificati quasi 80 cani. Le precedenti iniziative si erano svolte alla Vetreria di Pirri e al Lazzaretto di Sant’Elia. Il progetto nasce dalla collaborazione tra l’assessorato all’Ambiente, gli uffici comunali, il servizio veterinario dell’ASL e le associazioni coinvolte.
L’obiettivo è promuovere la corretta identificazione degli animali, ricordando ai proprietari un obbligo previsto dalla normativa e contrastando il fenomeno degli abbandoni. L’assessora Luisa Giua Marassi sottolinea il valore dell’iniziativa: «È un’azione che serve a sensibilizzare tutti i proprietari di cani sulla necessità, e sull’obbligo di legge, di effettuare la microchippatura. È anche un’azione che serve a contrastare l’abbandono degli animali».

Il microchip rappresenta uno strumento fondamentale non soltanto per contrastare il randagismo, ma anche per consentire il ricongiungimento tra un cane smarrito e il suo proprietario. Grazie ai dati registrati nelle banche dati di riferimento, il servizio veterinario può risalire all’identità del responsabile dell’animale e ai suoi recapiti, facilitando il recupero del cane in caso di ritrovamento.
La direttrice del Canile di Cagliari, Gianna Coppa, evidenzia proprio questo aspetto: «Attraverso la banca dati regionale e nazionale, tramite il servizio veterinario ASL, riusciamo a recuperare subito il nominativo e i recapiti telefonici del proprietario, che può venire a riprendere il cane».
La questione resta strettamente legata alla responsabilità di chi decide di accogliere un animale in casa. Come spiega Coppa, la prevenzione deve cominciare prima ancora dell’adozione: «La responsabilità va presa a monte, quando si decide di prendere un cane». L’identificazione, quindi, è uno strumento concreto, ma deve essere accompagnata da consapevolezza, cura e impegno nel tempo.

Accanto agli interventi rivolti ai cani, il Comune di Cagliari ha pubblicato un bando pubblico per sostenere i volontari e le volontarie che si occupano delle colonie feline presenti in città. Per il 2026 sono stati stanziati 30mila euro, con l’intenzione di confermare la misura anche negli anni successivi e di valutarne un ampliamento.
Il contributo è destinato a sostenere le persone che garantiscono quotidianamente alimentazione, assistenza e cure ai gatti che vivono sul territorio. L’importo sarà determinato anche in relazione al numero di animali appartenenti alla colonia e comprenderà una quota destinata al rimborso di spese mediche sostenute nell’anno precedente, secondo le condizioni previste dal bando.
L’assessora Luisa Giua Marassi riconosce il ruolo dei volontari: «È il primo passo per sostenere le persone che si occupano con amore e dedizione della salute e della vita dei gatti della città». La scadenza indicata durante l’intervista è la fine del mese, ma per presentare correttamente la domanda è opportuno verificare il termine esatto e i requisiti nell’avviso ufficiale del Comune.
L’abbandono degli animali continua a rappresentare una criticità per il canile cittadino. Secondo la direttrice Gianna Coppa, una parte delle difficoltà riguarda cani vaganti che non risultano identificati, ma che potrebbero essere animali di proprietà. A questo si aggiungono le richieste di ingresso in struttura dovute a situazioni familiari complesse, problemi di salute o al decesso di proprietari anziani che non possono più occuparsi dei loro animali.
Anche la crescente diffusione degli animali da compagnia richiede una maggiore preparazione da parte delle famiglie. L’assessora osserva che l’affetto per un cane non sempre si accompagna alle conoscenze necessarie per gestirlo, soprattutto quando cresce, manifesta problemi comportamentali o necessita di cure specifiche.
«Molte persone hanno un sentimento di amore nei confronti degli animali, ma banalmente non sanno come accudirli», spiega Giua Marassi. «Prima di prendere un cane bisogna sapere come curarlo, nutrirlo e accompagnarlo nel percorso della sua vita». La prevenzione dell’abbandono passa dunque anche attraverso l’informazione sui bisogni dell’animale e sulla responsabilità che comporta la sua gestione.
Tra gli strumenti promossi per migliorare il benessere degli animali ospitati in struttura c’è anche l’adozione a distanza dei cani del Canile di Cagliari. L’iniziativa permette di sostenere un animale senza necessariamente ospitarlo stabilmente nella propria abitazione, offrendo al tempo stesso occasioni di relazione e momenti trascorsi fuori dal canile, secondo le modalità previste dal servizio.
L’amministrazione invita cittadine e cittadini a visitare la struttura per conoscere i cani in cerca di una famiglia e valutare un’adozione consapevole. L’adozione a distanza può rappresentare un’opportunità per chi desidera contribuire al benessere di un animale, ma non dispone delle condizioni necessarie per tenerlo in casa in modo continuativo.
L’assessora Giua Marassi rivolge un invito alla comunità: «Abbiamo assolutamente bisogno che i nostri cani vengano conosciuti, quindi invitiamo i cittadini e le cittadine a visitare il nostro canile perché siano adottati». L’iniziativa punta a favorire una maggiore conoscenza degli animali ospitati e a coinvolgere la cittadinanza nella loro cura.
Per le colonie feline, la sterilizzazione è uno degli strumenti più importanti per contenere la crescita della popolazione e prevenire situazioni difficili da gestire. L’intervento contribuisce inoltre a ridurre alcuni rischi sanitari e a limitare le conseguenze di riproduzioni incontrollate, che possono aumentare il numero di gatti bisognosi di cure e assistenza.
La direttrice del canile evidenzia che la gestione delle colonie richiede un impegno costante da parte dei volontari, anche sotto il profilo economico. Per questo è importante censire gli animali, organizzare gli interventi e garantire una gestione coordinata delle attività veterinarie.
«La sterilizzazione è il passo fondamentale per il loro benessere», afferma Gianna Coppa. «Dobbiamo avere la responsabilità di censirli e portarli alla sterilizzazione per contenerne la popolazione». Un percorso che richiede collaborazione tra amministrazione, veterinari e volontari, soprattutto per le difficoltà pratiche legate alla cattura e al trasferimento dei gatti.
Tra i progetti illustrati dall’assessora figura anche la realizzazione di una oasi felina a Cagliari, pensata per accogliere gatti che non possono essere reimmessi immediatamente sul territorio. Durante l’intervista, Giua Marassi ha indicato come prima area individuata quella di fronte al parco di Terramaini, in via Vesalio. L’amministrazione sta preparando la procedura amministrativa necessaria per avviare la progettazione.
L’idea è realizzare uno spazio verde dotato di strutture leggere, destinato agli animali che necessitano di un periodo di protezione: per esempio, gatti convalescenti o animali abbandonati che non possono vivere temporaneamente in libertà. Il progetto è stato presentato come un punto intermedio tra la permanenza in una struttura e il ritorno sul territorio.
L’assessora spiega la funzione prevista per l’area: «L’oasi felina è un’area verde con strutture leggere dove possono essere accolti i gatti che, per un motivo o per l’altro, non possono essere reimmessi nel territorio». L’individuazione dell’area rappresenta un passaggio preliminare: tempi, caratteristiche definitive e realizzazione dell’intervento dipenderanno dalle successive procedure amministrative.
Le iniziative presentate dal Comune delineano un percorso che comprende identificazione dei cani, sostegno alle colonie feline, formazione dei volontari, promozione delle adozioni e progettazione di spazi dedicati ai gatti in difficoltà. Il filo conduttore è la necessità di affiancare agli interventi operativi una maggiore consapevolezza da parte dei proprietari e una collaborazione stabile tra istituzioni, professionisti e associazioni.
Il messaggio conclusivo delle due ospiti riguarda la responsabilità condivisa verso gli animali. Da una parte, il microchip e la sterilizzazione aiutano a prevenire problemi concreti; dall’altra, l’educazione, il sostegno ai volontari e le opportunità di adozione possono contribuire a migliorare le condizioni degli animali ospitati o presenti sul territorio.
Come ricorda l’assessora Luisa Giua Marassi, «È un’azione che serve a contrastare l’abbandono degli animali». Un obiettivo che, a Cagliari, passa anche attraverso il coinvolgimento dei cittadini e la valorizzazione di chi si prende cura quotidianamente di cani e gatti.
Intervista a cura di Andrea Sechi
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