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Caffè Corretto

Cagliari, una petizione online per il medico licenziato dal Brotzu

today28 Aprile 2025 262

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Massimiliano Tuveri: una petizione su Change.org per il medico licenziato dal Brotzu

Un medico che ha salvato decine di vite si ritrova fuori dall’ospedale senza aver mai potuto nemmeno iniziare il suo lavoro. Così pazienti, familiari e cittadini indignati hanno lanciato la rivolta: su Change.org è partita una petizione per il reintegro di Massimiliano Tuveri all’Arnas Brotzu di Cagliari, raccogliendo quasi 2mila firme in meno di 24 ore. Secondo i vertici del Brotzu, Tuveri non avrebbe raggiunto gli obiettivi fissati, ma il medico, considerato un luminare nel suo campo, replica: «Non mi hanno mai messo nelle condizioni di lavorare, anche se ci ho provato in tutti i modi».

L’ospedale Brotzu (foto L’Unione Sarda)

Medico licenziato dal Brotzu: sostegno di pazienti e colleghi

In difesa di Tuveri si sono mossi non solo colleghi medici, che hanno presentato un esposto alla Corte dei Conti firmato da tredici professionisti, ma anche chi ha direttamente beneficiato della sua competenza. Tra le testimonianze più forti quella di Susanna Fanti, che ha raccontato su Change.org la storia della madre: una diagnosi errata, una previsione di soli sei mesi di vita e poi l’incontro salvifico con Tuveri, allora in servizio a Verona dopo anni di formazione in Texas. Grazie a lui, nove anni dopo, la madre di Susanna è viva e in salute. «Oggi vogliamo che tutti i sardi possano avere accesso a un medico come lui», scrive Fanti, chiedendo che l’Arnas non solo riassuma Tuveri, ma gli fornisca anche sala operatoria, macchinari, personale e strumenti adeguati per esercitare il suo mestiere: salvare vite.

Un incarico mai davvero iniziato: il caso Tuveri

La firma del contratto da parte di Tuveri risale al 1° giugno 2023, con l’obiettivo di dirigere una nuova struttura di Chirurgia generale oncologica. Tuttavia, di organizzato non c’era nulla. Il chirurgo ha preso servizio, insediandosi in una piccola stanza senza équipe, senza sale operatorie, e si è limitato a svolgere consulenze ambulatoriali.

A luglio 2024, l’Arnas assegna a Tuveri due stanze di degenza con quattro letti e personale non specializzato, condiviso con un altro reparto. Di fronte a queste condizioni, Tuveri, tramite l’avvocato Gianni Benevole, ha proceduto con due diffide e ha chiesto un temporaneo trasferimento in un ospedale di Verona, dove è rimasto fino a dicembre.

Obiettivi irraggiungibili e pazienti dirottati altrove

L’Arnas comunica che Tuveri avrebbe dovuto iniziare a operare appena le sale disponibili lo avessero consentito. Tuttavia, l’organico del reparto non era ancora formato e i pazienti oncologici, nel frattempo, erano stati presi in carico da altri ospedali.

Il 29 gennaio 2025, il direttore sanitario Raimondo Pinna mette a disposizione una sala operatoria per il 6 febbraio, ma Tuveri segnala che non ci sono pazienti pronti all’intervento, che il preavviso è insufficiente e che le condizioni strutturali non sono adeguate per operazioni complesse.

La revoca dell’incarico e il ricorso del medico

Il 6 marzo viene avviata una contestazione disciplinare nei confronti di Tuveri, accusato di inadempienza. Il 22 aprile arriva la revoca ufficiale della direzione della struttura complessa. Il medico ha presentato ricorso, e da fonti regionali emerge che il provvedimento potrebbe non essere definitivo: non tutta la Regione avrebbe gradito la decisione presa dall’Arnas.

A cura di Francesca Melis – Giornalista di Unionesarda.it

Caffè Corretto del 28-04-2025

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