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Cammino di Santiago: l’impresa dei dieci pellegrini non vedenti partiti da Cagliari Cristian Asara
Il capoluogo sardo è stato il punto di inizio del viaggio per dieci pellegrini con disabilità visiva che hanno scelto di misurarsi con una prova di condivisione e autonomia. Il gruppo ha percorso l’ultimo tratto del Cammino di Santiago de Compostela, coprendo una distanza di oltre 115 chilometri nell’arco di sette tappe giornaliere. Il rientro in Sardegna è avvenuto con il bagaglio colmo di emozioni e con la consapevolezza di aver portato a termine un’esperienza formativa importante.

L’iniziativa è nata all’interno di un progetto promosso dallo Ierfop, incentrato su istruzione, formazione e integrazione. Per garantire la massima sicurezza, ogni partecipante è stato affiancato da un accompagnatore dedicato. La spedizione è stata guidata dal coach professionista Alessandro Casuccio, supportato da una guida ambientale escursionistica e soccorritrice della Croce Rossa Italiana. I camminatori sono arrivati in Galizia dopo aver affrontato un percorso di preparazione psicofisica mirato, studiato per favorire la fiducia reciproca e la gestione delle dinamiche di gruppo.
La riuscita del progetto mette in luce l’importanza di programmare percorsi di inclusione strutturati e privi di improvvisazione. I vertici dell’ente organizzatore hanno evidenziato come l’obiettivo principale fosse quello di permettere ai partecipanti di testare le proprie forze e la propria autostima attraverso il movimento e il contatto con la natura. Anche le istituzioni nazionali hanno espresso un forte apprezzamento per il valore sociale dell’evento, definendolo un esempio concreto di crescita e indipendenza.
Radio Smeralda del 10 -06-2026
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