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“Can’t stay silent”: in migliaia in Piazza a Cagliari contro il genocidio a Gaza stage@radiolina.it
Tante iniziative in Sardegna si stanno svolgendo per opporsi con forza a ciò che sta accadendo nella Striscia di Gaza. Lo scopo principale di queste azioni è mostrare l’indignazione generale per fermare il genocidio del popolo palestinese. Oggi a Cagliari si terrà un’iniziativa importante denominata “Can’t stay silent” la corsa dell’indignazione. Vania Erby, organizzatrice dell’evento, ha promosso ai microfoni di Radiolina una grande sensibilizzazione su questo tema.

L’appuntamento è fissato per oggi pomeriggio alle 18:30 in piazza, proprio davanti al Palazzo della Regione in via Roma a Cagliari. Erby ha spiegato che la manifestazione intende esprimere pienamente la profonda indignazione accumulata in questi mesi e anni. Ritiene fondamentale partecipare perché non c’è più tempo da perdere attendendo posizioni chiare dai governi mondiali. “Noi crediamo che non ci sia più tempo per voltarsi dall’altra parte e stare fermi ad aspettare che i governi del mondo prendano una posizione”. Il popolo può certamente far sentire la propria voce e in questo modo fare concretamente la differenza. “Ogni persona deve prendere coraggio e scendere oggi e in tutte le piazze d’Italia e del mondo per opporsi a questo“.

Oltre al forte messaggio di solidarietà espresso nelle piazze, gli organizzatori chiedono risposte precise alle amministrazioni locali. Si chiede con vigore che le istituzioni locali sarde prendano una posizione netta sulla drammatica situazione attuale. In particolare, Comuni e Regione dovrebbero esporre una bandiera della Palestina negli edifici pubblici e nei municipi locali. “Chiediamo con forza alle amministrazioni di prendere posizioni rispetto a queste atrocità, dando il loro contributo concreto“. Queste richieste riguardano anche posizioni ufficiali sulle commesse per la sanità e per l’industria della guerra in Sardegna.
L’iniziativa di stasera non rappresenta il primo appuntamento organizzato con il nome di “Can’t stay silent” dall’organizzazione. La risposta ottenuta dalla gente e dal popolo sardo unito in piazza è stata decisamente incoraggiante nelle scorse occasioni. I dati registrati indicano un incremento da 100 persone nella prima manifestazione fino a raggiungere le 6.000 nell’ultima. Vania Erby sostiene che la voce del popolo si sta alzando con determinazione e con molta forza. Esiste una relazione diretta tra la pressione mantenuta sugli amministratori e i risultati concreti ottenibili localmente. L’organizzatrice invita tutti a unirsi, ricordando di portare soltanto i colori della bandiera della libertà della Palestina.
Intervista a cura di Luca Neri
Caffè Corretto del 19-09-2025
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