Si fanno sentire in Sardegna gli effetti del tetto introdotto da Eni sui prezzi dei carburanti. Dopo il calo limitato registrato nelle prime rilevazioni, oggi il diesel in modalità self scende a una media di 2,355 euro al litro, contro i 2,396 euro del giorno precedente. La diminuzione è quindi di circa 4 centesimi al litro. Anche la benzina registra una riduzione significativa, passando da 2,168 a 2,134 euro al litro, con un calo di circa 3,4 centesimi. Le prime rilevazioni erano state effettuate quando molti distributori non avevano ancora aggiornato i prezzi. Enrico Fresu, coordinatore del sito UnioneSarda.it, è intervenuto in studio per analizzare la notizia.

In Sardegna sono 136 i distributori Enilive che hanno applicato il tetto fissato da Eni, pari a 2,19 euro al litro per il diesel e 1,99 euro per la benzina. All’iniziativa ha aderito anche IP, che ha però esteso inizialmente il provvedimento a una parte limitata della propria rete nazionale. Dal 1° ottobre è inoltre previsto l’ingresso di Q8. Intanto cresce la richiesta di rendere più ampia e stabile l’applicazione dei prezzi calmierati. Cisl e Assopetroli-Assoenergia chiedono interventi che possano coinvolgere anche la vendita all’ingrosso.
Nonostante la diminuzione, la Sardegna resta nelle posizioni più alte per il costo dei carburanti. Per il diesel, il prezzo medio dell’Isola è inferiore soltanto a quello della Provincia autonoma di Bolzano, pari a 2,365 euro, e della Calabria, a 2,359 euro. Per la benzina, invece, la Sardegna registra il quinto prezzo medio più elevato a livello nazionale. Nel frattempo, l’iniziativa di Eni sta generando tensioni tra i gestori indipendenti, mentre in alcuni distributori si sono registrate code e riduzioni delle scorte, come avvenuto anche a Cagliari.
Intervista a cura di Massimiliano Rais
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