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Carceri Sarde al Collasso: la Polizia Penitenziaria lancia l’allarme rosso Fabio Leoni
La situazione nelle carceri sarde rimane estremamente critica, quasi quotidianamente denunciata da tutti i sindacati della Polizia Penitenziaria. Roberto Melis, segretario nazionale del ConSiPe Polizia Penitenziaria, ha confermato questa grave realtà durante l’intervista. Il sindacato ha organizzato una manifestazione significativa per il venticinque settembre a Cagliari, per fare sentire la propria voce. L’evento si terrà davanti al Provveditorato regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, nell’ex carcere di Buoncammino. Questa iniziativa si inserisce nel più ampio contesto di un mese denominato “settembre in blu”, ricco di azioni concrete. La protesta mira a sensibilizzare l’intera opinione pubblica sulle difficili condizioni lavorative attuali degli agenti. Melis ha sottolineato l’assoluta urgenza di agire per affrontare queste problematiche gravi e persistenti. “È arrivato il momento veramente di dare voce agli uomini e alle donne della polizia penitenziaria che spesso vengono dimenticati”, ha dichiarato Melis.

Il personale della Polizia Penitenziaria affronta quotidianamente problematiche devastanti, tra cui purtroppo le aggressioni costanti. Gli agenti arrivano al lavoro senza sapere effettivamente come e quando smonteranno dal servizio. I turni di servizio si prolungano ben oltre le sei ore previste, arrivando a volte a dodici o addirittura sedici ore. Molti straordinari non vengono nemmeno retribuiti adeguatamente, aggravando considerevolmente la situazione economica e morale. La tutela è insufficiente, mancano risorse umane e mezzi materiali idonei per affrontare il lavoro quotidiano. Questa grave criticità interessa tutto il paese, con una carenza nazionale di circa diciottomila unità. Nelle carceri sarde non esistono “isole felici”, poiché tutte vivono le medesime problematiche attuali. Il personale si sente spesso abbandonato, una condizione che genera forte sconforto e demotivazione nel proprio operato. Come ribadito da Melis: “Quando uno arriva a lavoro, arriva tra virgolette sano e non sa come smonta, a che ora smonta e se smonta dal servizio, la situazione non è sostenibile”.

Gli agenti della Polizia Penitenziaria devono spesso accompagnare i detenuti per visite mediche urgenti o in tribunale. Queste uscite dal carcere rappresentano momenti di grande rischio per la sicurezza degli operatori e della collettività. L’Istituto di Uta, ad esempio, ha registrato un numero considerevole di piantonamenti, senza sufficiente personale per garantirli. La manifestazione del venticinque settembre non sarà solo regionale, ma un evento di carattere nazionale esteso. Il ConSiPe manifesterà contemporaneamente in tutta Italia, davanti a provveditorati e vari istituti penitenziari. Sarà anche realizzata una diretta live per collegare tutte le piazze e i partecipanti a livello nazionale. Melis ha rivolto un sentito appello a tutto il personale della Sardegna, invitandoli a unirsi alla protesta. Egli ha concluso il suo intervento sottolineando un aspetto fondamentale e di grande importanza: “Questa non è solo la manifestazione del ConSipe, è la manifestazione della polizia penitenziaria“.
Intervista a cura di Matteo Vercelli
Caffè Corretto del 11-09-2025
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