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Cavalli e asini come cani e gatti: il piano per proteggerli Cristian Asara
L’Italia si avvicina a un cambiamento storico nel rapporto con gli equini. In Senato è iniziato l’esame di una proposta di legge bipartisan che punta a vietare definitivamente la macellazione di cavalli, asini, muli e bardotti. L’obiettivo è trasformare questi animali in “compagni di vita”, garantendo loro lo stesso status giuridico che oggi hanno cani e gatti.

La proposta mira a classificare tutti gli equidi come “animali d’affezione”. Se la legge venisse approvata, ogni esemplare verrebbe registrato con l’anagrafe obbligatoria e un microchip sottocutaneo. La dicitura ufficiale diventerebbe “Non Dpa”, ovvero non destinato alla produzione alimentare. Questo passaggio eliminerebbe legalmente la possibilità di considerare questi animali come bestiame da macello.
Per chi non rispetta le nuove regole sono previste punizioni molto dure. Allevare cavalli per la macellazione potrebbe costare fino a tre anni di carcere e multe che arrivano a 100.000 euro. Le sanzioni aumentano se la carne viene effettivamente messa in commercio. Inoltre, è prevista una multa salata (fino a 50.000 euro) per chi non iscrive il proprio animale al registro anagrafico entro i tempi stabiliti.
Il progetto non dimentica l’aspetto economico: sono stati previsti 6 milioni di euro all’anno, fino al 2027, per aiutare gli allevatori a riconvertire le proprie attività. I dati mostrano che il consumo di carne equina è già in forte calo in Italia. Se nel 2012 i capi macellati erano oltre 4.600, all’inizio del 2025 il numero è sceso a circa 2.000, con la Puglia che resta la regione dove questa pratica è ancora più diffusa.
Radio Smeralda, puntata del 16/02/2026
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