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Concerti in Sardegna: dopo Copeland più artisti internazionali Fadio Manca, Davide Catinari
Il concerto di Stewart Copeland della notte di Capodanno a Cagliari è stato un successo. Quest’anno l’amministrazione ha speso i soldi in maniera più oculata, affidandosi all‘agenzia Vox Day. Musicista e organizzatore di concerti, il presidente di Vox Davide Catinari, fa un bilancio dell’evento e fa il punto sulla situazione artistica in Sardegna. Tra i problemi, la questione della mancanza di spazi per grandi eventi a Cagliari e la poca offerta di concerti di internazionali.

L’annuncio del concerto dello storico batterista dei The Police a Cagliari, aveva fatto partire una polemica sulla possibilità che l’evento non fosse compatibile con la location e il pubblico. Al contrario, sia chi ha partecipato al concerto che lo stesso Copeland sono rimasti contenti. Lo show è stato valorizzato dalla presenza di un’orchestra sarda. In più, a differenza di altre occasioni per ascoltare la musica dei The Police live, Copeland ha optato per un spettacolo incentrato sui primi 3 album della band, quelli più importanti. Si è trattato di un evento di nicchia, anche perché il Capodanno di Cagliari è stato organizzato in modo da essere “diffuso”, c’erano diverse iniziative in luoghi diversi.
Un concerto di carattere internazionale, in un momento dove “l’italo centrismo” la fa da padrone negli eventi. “Come negli anni ’60”, spiega Catinari, c’è bisogno di variare l’offerta, sarebbe bello vedere in Sardegna festival internazionali di musica rock ed elettronica. Mancano però gli spazi per i grandi eventi. Da anni ormai si fa sentire la mancanza dell’anfiteatro di Cagliari: questo condiziona l’organizzazione degli eventi, che al contrario di Olbia e Alghero, risulta molto impoverita.
Secondo Catinari, con gli altissimi budget di Capodanno riservati ai grandi concerti pop, sarebbe stato interessante vedere più artisti internazionali esibirsi nell’Isola. Con fondi di 1 milione di euro si potrebbe assistere a un concerto di Lenny Kravitz o dei Franz Ferdinand. Il probema in Italia, è che ogni artista pop e industrial, ha un target di pubblico, che si trasferisce in loro, mentre nel mondo anglosassone non è affatto così.
L’agenzia Vox Day, lavorando con i fondi pubblici, ha alzato l’asticella, spostando il focus su artisti internazionali. Il Presidente Davide Catinari, grazie alla sua esperienza professionale di musicista, cerca di creare momenti di condivisione nei concerti, evitando l’odierno mordi e fuggi musicale. “Siamo nell’era dei live e degli stadi” afferma Catinari, è così che gli artisti guadagnano da quando è spopolato lo streaming di contenuti musicali. Per questo motivo, si cerca di organizzare eventi sempre più grandi, che spesso risultano dispersivi.
Intervista a cura di Fabio Manca
La Strambata del 10-01-2025