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Premio alla carriera per Sarah Jessica Parker di “Sex and the City”, la serie rivoluzionaria Francesca Figus, Francesca Safina
Il Golden Globe alla carriera a Sarah Jessica Parker riaccende l’attenzione su Sex and the City, serie che dal 1998 ha cambiato l’immaginario femminile globale. «È stata una rivoluzione assoluta perché per la prima volta il piacere femminile entrava nello spazio pubblico senza vergogna», afferma Francesca Safina, scrittrice, psicologa e psicoterapeuta.

La serie ha mostrato donne libere di desiderare, scegliere e raccontare il sesso con un linguaggio diretto, rompendo tabù televisivi mai affrontati prima. «Le donne fanno sesso, stanno bene nel loro corpo e si divertono: prima non esisteva nulla di così dirompente in televisione», sottolinea Safina.
Carrie, Miranda, Charlotte e Samantha costruiscono un legame imperfetto ma profondo, mostrando conflitti, fragilità e sostegno reciproco lontano da idealizzazioni. «Non è un’amicizia semplice, ma reale, con lati oscuri che rendono il legame autentico e necessario», spiega Francesca Safina.
L’assenza di genitori e parenti tradizionali introduce un’idea di famiglia basata sulla scelta, anticipando un cambiamento culturale oggi più diffuso. «Era un messaggio fortissimo: esiste una famiglia che ti sostiene anche senza legami di sangue», afferma Safina.
L’iconica scena dell’assegno strappato da Carrie rappresenta una svolta simbolica sull’autonomia femminile e sulla parità di genere. «L’autodeterminazione economica è recente nella nostra storia e resta una battaglia ancora aperta», ricorda Francesca Safina.
Oggi, tra social e algoritmi, riemergono modelli femminili regressivi che rendono la serie sorprendentemente attuale. «Rivedere questa serie può aiutare ragazze e ragazzi a non tornare indietro», conclude Safina.
Intervista a cura di Francesca Figus
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