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Cos’è la tiroide e quali sono i sintomi da non sottovalutare Giuseppe Valdes
Piccola nelle dimensioni ma fondamentale per l’organismo, la tiroide regola numerosi processi legati al metabolismo energetico. Quando questa ghiandola non funziona correttamente, possono comparire disturbi spesso confusi con stress, stanchezza o problemi quotidiani. Per questo la diagnosi precoce e l’ascolto dei segnali del corpo diventano centrali. A spiegare il ruolo della tiroide e le principali patologie correlate è Francesco Tolu, endocrinologo dell’AOU di Sassari, che richiama l’attenzione sull’importanza di riconoscere i sintomi e intervenire tempestivamente.

La tiroide è una piccola ghiandola situata nella parte anteriore del collo. Nonostante le sue dimensioni ridotte, svolge una funzione essenziale: regola il metabolismo energetico dell’organismo attraverso la produzione di ormoni. Quando la tiroide produce una quantità insufficiente di ormoni, si parla di ipotiroidismo.
Al contrario, quando la produzione è eccessiva, si sviluppa un ipertiroidismo. Tra le patologie tiroidee più diffuse rientrano le malattie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto e il morbo di Basedow, ma anche il gozzo e i noduli tiroidei, condizioni molto frequenti nella popolazione generale e particolarmente osservate anche in Sardegna. Secondo il dottor Tolu, conoscere queste patologie è fondamentale perché molte alterazioni della tiroide possono avere un impatto significativo sulla qualità della vita e sul benessere generale.
Uno degli aspetti più delicati delle malattie tiroidee riguarda i sintomi, che spesso possono essere facilmente scambiati per stress, affaticamento o semplici disturbi passeggeri. Nel caso dell’ipotiroidismo, i segnali più comuni includono stanchezza persistente, sonnolenza, intolleranza al freddo, difficoltà di concentrazione e rallentamento generale.
L’ipertiroidismo, invece, tende a manifestarsi con sintomi opposti: calo di peso, tachicardia, nervosismo, insonnia, tremori e iperattività metabolica. Per questo motivo, sottolinea Tolu, la diagnosi precoce è fondamentale.
Prima ancora degli esami diagnostici, il medico richiama l’importanza di una anamnesi accurata, dell’ascolto del paziente e di una visita clinica approfondita. Solo successivamente entrano in gioco gli accertamenti specifici, in particolare gli esami del sangue TSH e FT4, utilizzati per valutare la funzionalità tiroidea.
Anche l’autopalpazione del collo può offrire qualche indicazione, soprattutto sul piano morfologico. Una persona può infatti percepire noduli, tumefazioni o cisti tiroidee, che in alcuni casi possono comparire rapidamente. Tuttavia, precisa l’endocrinologo, l’aspetto funzionale della tiroide si valuta esclusivamente attraverso gli esami clinici.
Diversi fattori possono contribuire allo sviluppo delle malattie tiroidee. Tra questi un ruolo importante è svolto dalla predisposizione genetica. Nelle patologie autoimmuni, come la tiroidite di Hashimoto e il morbo di Basedow, la familiarità rappresenta un elemento rilevante. Non è raro, infatti, che all’interno della stessa famiglia siano presenti persone con disturbi tiroidei simili.
Un capitolo centrale riguarda poi l’alimentazione, con particolare attenzione allo iodio, elemento indispensabile per la sintesi degli ormoni tiroidei. Senza iodio la tiroide non è in grado di produrre correttamente gli ormoni, motivo per cui le campagne di prevenzione basate sull’utilizzo del sale iodato hanno avuto un ruolo decisivo nella riduzione della carenza iodica e di patologie come il gozzo, anche in Sardegna.
Tra i temi più studiati negli ultimi anni compare infine quello dell’inquinamento ambientale e dei cosiddetti interferenti endocrini. Si tratta di sostanze presenti in plastiche, pesticidi e prodotti industriali che potrebbero alterare il funzionamento del sistema endocrino e influenzare anche la salute della tiroide.
Per gli specialisti, quindi, il messaggio resta chiaro: non sottovalutare sintomi apparentemente comuni, effettuare controlli mirati e affidarsi a una corretta valutazione endocrinologica può fare la differenza nella diagnosi e nella gestione delle patologie tiroidee.
Intervista a cura di Simona De Francisci
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