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Covid: 5 anni fa iniziava il lockdown in Italia Luca Neri, Federica Casula
5 anni fa iniziava il lockdown in Italia a causa della pandemia da Covid-19. Con il DPCM del 9 marzo 2020, il Governo estendeva la zona rossa a tutto il territorio nazionale per limitare il contagio. L’Italia intera entrava in lockdown, segnando l’inizio di un periodo che avrebbe cambiato profondamente la vita di milioni di persone.

Il lockdown non ha solo segnato un’emergenza sanitaria, ma ha avuto profondi effetti psicologici. Molte persone hanno sperimentato ansia, depressione e stress legati alla convivenza forzata, alla mancanza di libertà e alla paura del contagio. Federica Casula, psicologa e content creator, ha spiegato ai microfoni di Radiolina come il confinamento abbia evidenziato un disagio psicologico in un ambiente che doveva essere familiare e sicuro.
Durante quei mesi di isolamento, è cambiata la nostra percezione delle mura domestiche. La casa, da luogo di riposo e sicurezza, si è trasformata in un ambiente di costrizione. Molte persone hanno vissuto liti familiari e difficoltà a convivere 24 ore su 24 con i propri familiari o coinquilini. Il confine tra vita privata e lavorativa è diventato sempre più sfumato, creando stress e difficoltà nell’equilibrio tra lavoro e vita personale.
Dopo il lockdown, molte persone hanno scelto di essere più attive, adottando stili di vita più salutari e riscoprendo il piacere delle gite fuori porta. Al contrario, altre hanno trovato difficoltà nel riprendere i vecchi ritmi, avendo vissuto un lungo periodo di comfort tra le mura domestiche.
Durante la pandemia, l’adattamento alle continue restrizioni e cambiamenti è stato una sfida. Ogni settimana venivano introdotte nuove regole che obbligavano a modificare abitudini e attività quotidiane. La paura del contagio ha generato sfiducia nell’altro, un aspetto che, secondo Federica Casula, non è stato ancora del tutto superato. Le nuove generazioni, in particolare, sembrano aver sviluppato una diversa percezione dell’intimità e della sessualità.
Se da un lato i mezzi tecnologici ci hanno aiutato a rimanere in contatto durante l’isolamento, dall’altro hanno consolidato un’abitudine che persiste anche oggi. Le videochiamate e i social network sono diventati una sorta di comfort zone, spesso preferiti agli incontri dal vivo.
Il lockdown ha lasciato un’eredità profonda nella nostra società, modificando il nostro modo di vivere, lavorare e relazionarci. A cinque anni di distanza, alcuni cambiamenti sembrano essere diventati permanenti, mentre altri restano ancora da elaborare.
Intervista a cura di Luca Neri
Caffè Corretto del 07-03-2025
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