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Crisi del calcio italiano, Gigi Piras: “Il calcio deve essere gestito da chi lo conosce davvero” Manuel Cozzolino
L’eliminazione dell’Italia dai Mondiali riaccende il dibattito sulla crisi del calcio italiano, con l’ex attaccante del Cagliari Gigi Piras che chiede riforme profonde e immediate. “Il calcio italiano avrebbe bisogno di una vera rivoluzione, non più nelle parole ma nei fatti”, afferma con decisione, indicando un sistema ormai in difficoltà strutturale.

Secondo Piras, il declino non è improvviso ma il risultato di anni di gestione inefficace e scelte discutibili a tutti i livelli del movimento calcistico nazionale. “Non è stata una sorpresa l’eliminazione, perché il nostro calcio sta attraversando un periodo non positivo”, sottolinea, evidenziando come il problema sia ormai cronico.
Uno dei nodi principali riguarda la scarsa presenza di calciatori italiani nelle squadre di vertice, che limita la crescita del talento nazionale. “Abbiamo squadre con pochissimi italiani, e questo è già un problema enorme”, dichiara Gigi Piras, evidenziando una perdita di identità tecnica e culturale.
Piras punta il dito contro l’organizzazione dei vivai, dove l’eccessiva presenza di stranieri ostacola lo sviluppo dei giovani italiani. “Nei settori giovanili ci sono troppi stranieri, così si tarpano le ali ai nostri ragazzi”, afferma l’ex rossoblù, chiedendo un cambio radicale nelle politiche formative.
Per rilanciare il sistema, Piras cita l’esempio del tennis guidato da Angelo Binaghi come modello virtuoso da imitare. “Hanno fatto crescere i loro giocatori riducendo gli stranieri nei tornei, e oggi sono tra i migliori al mondo”, spiega, indicando una strategia concreta.
Un altro punto centrale riguarda la governance, che secondo Piras dovrebbe essere affidata a figure con esperienza diretta nel calcio. “Il calcio deve essere gestito da chi lo conosce davvero, come Paolo Maldini o Roberto Baggio”, sostiene con convinzione.
Il caso dei giovani emergenti dimostra come il talento esista, ma spesso non trovi spazio nei grandi club italiani. “Se certi ragazzi restano nelle grandi squadre senza giocare, rischiano di perdersi”, afferma, criticando un sistema troppo orientato al risultato immediato.
Piras critica anche la gestione della FIGC, chiedendo maggiore responsabilità ai vertici dopo i fallimenti sportivi. “Quando si perde, chi è in alto dovrebbe farsi da parte, come è successo in passato”, dichiara, invocando un cambio ai vertici.
Infine, l’ex attaccante sottolinea l’importanza di investire nella formazione fin dall’infanzia, coinvolgendo il sistema scolastico. “Bisogna portare lo sport nelle scuole già dalle elementari, così si costruisce il futuro”, conclude Gigi Piras, indicando una visione a lungo termine per il rilancio.
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Intervista a cura di Matteo Vercelli
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