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Da Olbia “parte” il progetto di Solaris, la moto che si ricarica con l’energia solare Cristian Asara
È partita da Olbia, per fare rapidamente il giro del mondo, la notizia che potrebbe segnare uno spartiacque nella storia della mobilità sostenibile. Si chiama Solaris ed è la prima motocicletta elettrica al mondo capace di auto-ricaricarsi completamente grazie all’energia solare. Il progetto porta la firma di Mask Architects, il prestigioso studio internazionale di design fondato da Öznur Pınar Cer e Danilo Petta, che con questo veicolo propongono non solo un mezzo di trasporto, ma una radicale alternativa al modello economico che ha dominato l’ultimo secolo.
L’idea alla base di Solari è tanto semplice quanto rivoluzionaria: tagliare il cordone ombelicale che lega i veicoli elettrici alle infrastrutture di ricarica. Come sottolineano i fondatori dello studio, la moto è progettata per generare la propria energia ovunque e in qualsiasi momento. Questo concetto libera definitivamente il motociclista dalla dipendenza da colonnine, prese domestiche e reti elettriche, offrendo quella che Cer e Petta definiscono una “libertà completa dai sistemi di mobilità tradizionali”.

Il segreto di questa autonomia risiede in una soluzione ingegneristica unica nel suo genere. A differenza dei tentativi passati di integrare celle solari su carrozzerie standard, Solaris adotta un sistema mobile e trasformista. La moto è dotata di due grandi pannelli fotovoltaici ripiegabili a ventaglio; durante la marcia questi rimangono chiusi e integrati nella silhouette del veicolo, ma una volta parcheggiata, si aprono su appositi supporti laterali alla sella. In questa configurazione, la moto diventa la sua stessa centrale elettrica, raccogliendo, concentrando e convertendo la luce solare in energia che viene immediatamente immagazzinata in un sistema al litio ad alta capacità.
Il design del veicolo non è da meno e sposa la funzionalità con un’estetica biomimetica ispirata all’anatomia del leopardo. Le linee fluide e muscolari, unite a una geometria allungata in avanti, non servono solo a fendere l’aria, ma a evocare un senso di potenza organica. A livello strutturale, questo “animale meccanico” si basa su un telaio leggero in composito di alluminio e carbonio, materiale scelto per ospitare un motore elettrico ad alta coppia capace di garantire accelerazioni istantanee.
Sebbene Mask Architects abbia mantenuto il riserbo sui dettagli tecnici specifici — non sono stati ancora divulgati i dati precisi sulla potenza del motore o sulla capacità in kWh della batteria — è confermata la presenza di una sofisticata tecnologia di bordo. Un sistema intelligente monitora costantemente la raccolta e la distribuzione dell’energia, mentre un cruscotto digitale, connesso a un’App opzionale, permette al pilota di visualizzare in tempo reale l’assorbimento solare e lo stato della carica.

In movimento, Solaris si comporta come un compagno silenzioso e a zero emissioni, sfruttando anche la frenata rigenerativa per recuperare energia cinetica. Ma è ferma che compie la sua vera magia, trasformando ogni sosta sotto il sole in un rifornimento gratuito. Con questo progetto lanciato dalla Sardegna, Mask Architects lancia una sfida al mercato globale: un futuro dove l’energia non si acquista, ma appartiene a chi la raccoglie.
Radio Smerala, puntata del 09 dicembre 2025
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