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Dal Kirghizistan alla Sardegna: la storia della blogger Meerim Kyrkabai Giulio Zasso, Michele Ruffi, Meerim Kyrkabai
Dall’Asia centrale al Mediterraneo, passando per amore, maternità e social network. È la storia di Meerim Kyrkabai, originaria del Kirghizistan, oggi residente in Sardegna, dove vive da circa sei anni. Attraverso i social racconta la sua esperienza di integrazione, le differenze culturali e la vita quotidiana sull’Isola, offrendo uno sguardo esterno sempre più seguito e apprezzato. Una voce autentica che osserva la Sardegna “da fuori” e restituisce ai sardi e agli italiani una prospettiva diversa sulla propria terra.

Meerim nasce in Kirghizistan, paese dell’Asia centrale noto per montagne imponenti, laghi alpini e una forte cultura dell’ospitalità. Non aveva mai pensato di trasferirsi in Italia e, come racconta lei stessa, non sapeva nemmeno dell’esistenza della Sardegna. Il suo arrivo sull’Isola non è legato a studio o lavoro, ma a motivi personali e familiari.
Nel suo Paese incontra un uomo sardo, nasce una relazione, poi una gravidanza e infine la proposta di trasferirsi in Sardegna per far nascere e crescere la figlia: “Non avevo scelto la Sardegna. È stata la Sardegna a scegliere me.” La relazione non funziona, ma Meerim decide di restare. Sua figlia è mezza sarda e mezza kirghisa, il padre vive sull’Isola e lei sente di aver ormai messo radici.
I primi anni in Sardegna non sono stati semplici. Meerim racconta una forte solitudine iniziale, aggravata dalla difficoltà con la lingua italiana e dalla complessità dei rapporti sociali Per i primi tre o quattro anni il suo italiano era molto limitato. Le conversazioni erano essenziali e spesso ridotte al minimo, anche perché fare amicizia non era facile: “I sardi sono diffidenti, ma non in senso negativo. È una caratteristica culturale.”
Una diffidenza che, spiega, non riguarda solo gli stranieri ma anche i sardi stessi. In Sardegna la fiducia si costruisce lentamente, mentre in Kirghizistan viene concessa subito. “Da noi, se arriva uno sconosciuto, gli offriamo il cibo migliore e anche un posto dove dormire.”
Proprio dalla difficoltà di creare relazioni nasce l’idea di raccontarsi sui social, soprattutto su Instagram. Meerim inizia a pubblicare contenuti sulla sua vita in Sardegna, sulle differenze culturali tra Asia centrale ed Europa, sul quotidiano di una madre straniera sull’isola. Il riscontro è immediato. Arrivano commenti, messaggi, domande. Ma soprattutto nascono amicizie reali.
Dopo un video in cui racconta la sua solitudine, alcuni follower le propongono di incontrarsi. Nascono così incontri dal vivo, organizzati grazie ai social, che coinvolgono sia sardi sia stranieri: “Ho capito che non ero l’unica. Anche molti sardi faticano a fare nuove amicizie.”
Il confronto tra i due mondi è uno dei temi centrali del racconto di Meerim. Il Kirghizistan è caratterizzato da montagne altissime, aria secca e inverni molto freddi. La Sardegna, invece, è mare, vento e umidità. Paradossalmente, Meerim racconta di soffrire più il freddo in Sardegna che nel suo Paese natale.
“L’umidità della Sardegna è reale. Il primo inverno è stato durissimo.” Il mare, per lei, è una scoperta continua. In Kirghizistan non c’è il mare, ma un grande lago alpino: bellissimo, ma freddo e molto profondo. In Sardegna, invece, l’acqua è spesso bassa, calda e trasparente.
Intervista a cura di Giulio Zasso e Michele Ruffi
La Strambata del 09-01-2026
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