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Dalla TV a TikTok: la nuova “dieta” mediatica degli under 24 Cristian Asara
In dieci anni il panorama è mutato radicalmente. Per la fascia tra i 18 e i 24 anni, la televisione e i siti di news non rappresentano più il primo punto di riferimento. Oggi il 39% dei ragazzi usa i social come porta d’accesso principale alle notizie. Non c’è una ricerca attiva: l’informazione arriva in modo casuale, tra un video e l’altro, trasformando l’esperienza della scoperta in un evento incidentale.

Instagram, YouTube e TikTok sono le nuove homepage. In questo contesto, il peso delle testate giornalistiche classiche diminuisce a favore dei creator. Più della metà dei giovani preferisce seguire personalità riconoscibili per capire cosa succede nel mondo, mentre meno del 40% si affida ai marchi storici dell’editoria. Una scelta che segna un distacco netto rispetto agli over 55, ancora legati ai formati tradizionali.
I giovani sono i primi a integrare l’intelligenza artificiale nel modo in cui leggono il mondo. Uno su sette usa regolarmente i chatbot per riassumere temi complessi o orientarsi tra i fatti del giorno. C’è voglia di semplicità e di formati visivi o audio, come i podcast, purché trattino temi vicini alla loro sensibilità: scienza, tecnologia e salute mentale prevalgono spesso sulla politica istituzionale.
Molti ventenni ammettono di evitare le notizie perché trasmettono negatività o sembrano distanti dalla loro realtà. Solo il 35% si dice realmente interessato al flusso informativo classico. Per il giornalismo si apre una sfida: trovare un linguaggio nuovo per abitare quegli spazi digitali dove l’informazione nasce e si diffonde in tempo reale.
Radio Smeralda, puntata del 18/04/2026
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