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Dalle miniere del Sud ai graniti del Nord: la Sardegna diventa il regno del turismo lento

today24 Gennaio 2026 9

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Dalle miniere del Sulcis ai graniti della Gallura: la Sardegna si candida a capitale del turismo lento grazie alla nuova legge quadro sui cammini

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    Dalle miniere del Sud ai graniti del Nord: la Sardegna diventa il regno del turismo lento Cristian Asara

 

L’approvazione all’unanimità della legge quadro sui cammini d’Italia segna un momento di svolta per il turismo lento nazionale, ma è nella nostra isola che questa riforma promette di sprigionare il suo potenziale più autentico. Con 243 voti favorevoli, la Camera ha tracciato la strada per una valorizzazione sistematica di quegli itinerari, vere arterie vitali per l’identità dell’isola.

Da nord a sud, da est a ovest, la Sardegna si prepara a diventare il laboratorio d’elezione per questo nuovo modello di viaggio sostenibile. La normativa non si limita a tutelare il paesaggio, ma trasforma i cammini in vettori di sviluppo per le aree interne, garantendo standard di sicurezza e accessibilità finora lasciati all’iniziativa locale o al volontariato.

Cammino Minerario di Santa Barbara (Dal sito web)

Una rete che abbraccia l’Isola

Immaginiamo di percorrere la Sardegna seguendo i punti cardinali di questa nuova geografia del passo lento. A Nord, il Cammino di Santu Jacu ricalca l’antica devozione giacobea, unendo Porto Torres alla Gallura attraverso foreste di sugherete e rocce di granito modellate dal vento. Qui, la legge quadro offrirà gli strumenti per integrare meglio l’accoglienza nei piccoli borghi del Logudoro, dove la storia romanica delle chiese si fonde con la tradizione enogastronomica.

Spostandoci verso Est, il cuore selvaggio dell’Ogliastra e delle Barbagie trova nel Cammino di San Giorgio Vescovo la sua massima espressione. È un itinerario che sfida le pendenze del Gennargentu per scendere verso le falesie del Golfo di Orosei, attraversando territori che la nuova legge punta a rilanciare proprio per contrastare lo spopolamento, trasformando ogni tappa in un’opportunità economica per le comunità locali.

A Ovest, lungo la costa del Sinis e risalendo verso il Montiferru, il cammino diventa contemplazione del mare e della storia fenicio-punica, mentre a Sud-Ovest brilla l’eccellenza del Cammino Minerario di Santa Barbara. Con i suoi 500 chilometri tra miniere dismesse e dune di sabbia, questo percorso è già un modello di mobilità dolce che la nuova normativa potrà ulteriormente brillare grazie alla creazione di una banca dati nazionale e di una cabina di regia presso il Ministero del Turismo.

Sicurezza e identità: il nuovo standard

Il vero valore aggiunto della riforma risiede nella professionalizzazione del settore. Per un escursionista che decide di attraversare il Sulcis o di percorrere il Cammino delle 100 Torri lungo tutto il perimetro costiero, avere la certezza di standard qualitativi uniformi e di un monitoraggio costante significa poter vivere l’esperienza in totale sicurezza.

La Sardegna, con i suoi cammini identitari e religiosi — come quello di Sant’Efisio che unisce Cagliari a Pula — non è più solo una destinazione balneare, ma un ecosistema narrativo dove il viaggio a piedi diventa lo strumento per scoprire la Sardegna più vera. L’attesa ratifica del Senato sarà l’ultimo tassello per consegnare ai camminatori di tutto il mondo un’isola che ha finalmente deciso di scommettere sul proprio silenzio, sulla propria storia e sulla lentezza del passo.


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