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Interviste

Dallo stretto di Hormuz al tuo portafoglio: gli effetti della crisi iraniana

micEgidiangela Sechi, Luca Deidda today21 Aprile 2026 12

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Crisi iraniana e petrolio: rischio stagflazione e impatti globali

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    Dallo stretto di Hormuz al tuo portafoglio: gli effetti della crisi iraniana Egidiangela Sechi, Luca Deidda

La crisi iraniana riaccende i timori globali legati all’energia, con effetti diretti su inflazione, crescita economica e stabilità dei mercati internazionali. Secondo l’economista dell’Università di Sassari Luca Deidda, “la stagflazione significa produzione in calo e prezzi in aumento, con una riduzione della crescita accompagnata da un incremento generalizzato dei costi”.

Immagine rappresentativa.

Stagflazione e rischio economico globale

Il rischio principale per l’economia mondiale è la stagflazione, una combinazione pericolosa che unisce rallentamento economico e aumento persistente dei prezzi. Deidda sottolinea che la riduzione delle stime di crescita a fronte dell’aumento dei prezzi rappresenta uno scenario estremamente critico per economie già fragili.

Crisi iraniana: il ruolo strategico dello stretto di Hormuz

Lo stretto di Hormuz rappresenta un punto cruciale per il transito del petrolio mondiale, rendendo ogni instabilità un fattore di rischio sistemico globale. L’economista evidenzia che una riduzione dell’offerta di petrolio genera effetti a catena su costi di produzione, prezzi finali e crescita economica internazionale”.

Petrolio come tassa occulta e fattore di incertezza

Il petrolio agisce come una tassa indiretta sull’intero sistema economico, influenzando trasversalmente produzione, trasporti e consumo quotidiano. Deidda chiarisce che “non è solo il costo a preoccupare, ma soprattutto l’incertezza e la volatilità degli approvvigionamenti energetici”.

L’impatto della crisi iraniana su imprese e famiglie

L’aumento dei costi energetici colpisce in modo diverso imprese e famiglie, ma alla fine il peso maggiore ricade sui consumatori finali. Come spiega Deidda, “le imprese trasferiscono i maggiori costi sui prezzi, rendendo le famiglie, soprattutto quelle a basso reddito, l’anello più vulnerabile”.

Carburanti, trasporti e rincari quotidiani

Il rincaro del carburante incide direttamente su logistica, trasporti e prezzi dei beni, con effetti amplificati nelle economie insulari e agricole. Deidda osserva che l’aumento dei costi energetici si riflette su tutta la filiera, dai trasporti fino ai prodotti alimentari, con effetti diffusi sui consumatori”.

Crisi iraniana: mutui e tassi in aumento

La crisi energetica influenza anche il mercato del credito, con un aumento dei tassi che si traduce in rate più alte per le famiglie. L’economista precisa che un incremento dei tassi comporta un aumento significativo delle rate mensili, rendendo più oneroso l’accesso al credito”.

Inflazione e politiche monetarie

L’inflazione in crescita spinge le banche centrali a valutare rialzi dei tassi, con effetti su investimenti, consumi e stabilità finanziaria. Deidda afferma che gli effetti inflazionistici sono già presenti e la loro intensità dipenderà dalla durata della crisi energetica globale”.

Prospettive future e transizione energetica

La durata della crisi resta incerta, ma le conseguenze economiche potrebbero essere profonde e prolungate nel tempo. Secondo Deidda, “sganciarsi dalle fonti fossili rappresenta una forma di assicurazione sul futuro, oltre che una necessità ambientale”.

Intervista a cura di Egidiangela Sechi

La Strambata del 21-04-2026

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