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Radiolina Grande più di un'isola
micStefano Birocchi, Marco Mainastoday11 Maggio 2026 17
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Desertificazione commerciale nei centri storici: l’allarme di Confcommercio Sud Sardegna Manuel Cozzolino
La desertificazione commerciale nei centri storici continua a crescere in tutta Italia, mentre la Sardegna risulta tra le regioni maggiormente colpite insieme alle aree interne soggette allo spopolamento. Il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, Marco Mainas, ha commentato la proposta di legge nazionale attualmente all’esame della Commissione Attività produttive della Camera. La proposta prevede l’istituzione di specifiche zone commerciali nei centri storici, dove aperture, trasferimenti, ampliamenti e cambi di destinazione commerciale sarebbero subordinati ad autorizzazioni comunali mirate.

Secondo Confcommercio Sud Sardegna, il nuovo impianto normativo consentirebbe ai comuni di gestire con maggiore equilibrio la presenza delle attività economiche nei quartieri storici cittadini. “Con l’attuale normativa chiunque può aprire un’attività senza particolari regole, mentre questa legge consentirebbe ai comuni di pianificare meglio lo sviluppo commerciale”, ha spiegato Mainas. L’associazione chiede però che le amministrazioni locali coinvolgano direttamente le organizzazioni di categoria, evitando decisioni arbitrarie o penalizzazioni ingiustificate verso alcune imprese.
Il fenomeno della desertificazione commerciale riguarda ormai gran parte delle città italiane, con effetti evidenti anche nei quartieri storici di Cagliari e di numerosi comuni sardi. Negli ultimi tredici anni, in Italia sarebbero scomparse circa 129 mila attività commerciali in sede fissa, mentre nei centri storici il calo avrebbe superato il 25%. “Oggi vediamo chiaramente la desertificazione commerciale perché non si trovano più tutte le attività che caratterizzavano i quartieri storici di un tempo”, ha sottolineato Mainas. Secondo i dati illustrati durante l’intervista, le edicole hanno registrato un calo superiore al 50%, mentre negozi di abbigliamento e calzature avrebbero perso circa il 37%.
Confcommercio teme che molti centri storici possano trasformarsi esclusivamente in aree dedicate alla ristorazione veloce, agli aperitivi o alle strutture ricettive turistiche. “Non vogliamo che i centri storici diventino tutti uguali, pieni di attività identiche e poco legate all’identità delle città”, ha affermato il presidente di Confcommercio Sud Sardegna. Secondo Mainas, il negozio di vicinato rappresenta ancora oggi un presidio sociale fondamentale, soprattutto nei quartieri abitati da una popolazione sempre più anziana. Le attività storiche contribuivano infatti alla creazione di relazioni quotidiane, solidarietà tra residenti e servizi essenziali per chi vive stabilmente nei centri urbani.
Mainas ha ricordato come il centro storico di Cagliari conservi una struttura urbana molto articolata, composta da quartieri con caratteristiche sociali e commerciali differenti. “Ogni quartiere del centro storico cagliaritano era quasi una città dentro la città, con attività capaci di creare connessione tra abitanti e commercianti”, ha raccontato Mainas. Secondo il presidente di Confcommercio Sud Sardegna, negli ultimi anni molte di quelle botteghe storiche hanno chiuso definitivamente, impoverendo il tessuto economico e sociale cittadino.
Confcommercio Sud Sardegna chiede ora l’apertura di tavoli permanenti di confronto con le amministrazioni locali, soprattutto nei territori maggiormente colpiti dalla crisi commerciale. L’obiettivo è costruire strategie condivise per proteggere il commercio tradizionale, favorire attività diversificate e mantenere vivi i servizi di prossimità nei quartieri storici. “Non chiediamo meno concorrenza, ma una maggiore qualità commerciale capace di animare i centri storici e rafforzare la socialità”, ha concluso Mainas.
Intervista a cura di Stefano Birocchi
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