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E-commerce extra-UE: arriva la “tassa” sui piccoli pacchi Cristian Asara
L’era degli acquisti online a basso costo esenti da dogana sta per finire. Il Consiglio Ecofin dell’Unione Europea ha dato il via libera a una nuova misura che impatterà milioni di consumatori abituati a comprare merce di piccolo valore da piattaforme extra-europee (come i giganti cinesi del fast fashion o della tecnologia low-cost).
A partire dal 1° luglio 2026, verrà introdotto un dazio doganale fisso di 3 euro su tutti i piccoli pacchi importati nell’UE.
La misura nasce per colmare un vuoto normativo che finora permetteva ai beni di valore trascurabile di entrare nel mercato unico senza oneri doganali. Ecco i punti chiave della decisione presa a Bruxelles:
L’importo: Si tratta di un prelievo fisso temporaneo di 3 euro.
A chi si applica: Riguarda le spedizioni di valore inferiore ai 150 euro provenienti da Paesi extra-UE.
Il meccanismo IOSS: Il dazio sarà applicato alle merci vendute da operatori registrati al sistema Import One-Stop Shop (Ioss) ai fini IVA. Questo sistema copre attualmente circa il 93% del commercio elettronico verso l’Europa.

Secondo il Consiglio dell’UE, l’esenzione dai dazi per i piccoli pacchi ha creato diverse distorsioni di mercato che non sono più sostenibili. Le motivazioni principali del provvedimento sono quattro:
Concorrenza sleale: Proteggere i venditori europei che, pagando le tasse locali, faticano a competere con i prezzi stracciati dei competitor extra-UE.
Frode fiscale: Ridurre i livelli elevati di frode legati alla sottodichiarazione del valore dei pacchi.
Sicurezza: Migliorare i controlli su prodotti che spesso non rispettano gli standard di salute e sicurezza europei.
Impatto ambientale: Disincentivare l’enorme flusso di micro-spedizioni aeree che ha un’impronta di carbonio significativa.
È importante non confondere la decisione europea con il dibattito interno italiano. Parallelamente al dazio UE del 2026, in Italia si discute, nell’ambito della Manovra di Bilancio, una proposta distinta che prevede una web tax di 2 euro (denominata handling fee) sulle consegne.
Sebbene le due misure siano tecnicamente separate — una è un dazio doganale sovranazionale (UE), l’altra una tassa di consegna nazionale — entrambe puntano nella stessa direzione: aumentare il costo finale delle micro-transazioni online per disincentivare l’acquisto massivo di beni di basso valore da oltre confine.
La Commissione Europea monitorerà l’efficacia del dazio fisso e valuterà se estenderlo anche agli operatori non registrati al sistema IOSS. L’obiettivo a lungo termine è chiaro: cancellare definitivamente il concetto di “franchigia doganale” per l’e-commerce, portando le regole per i giganti del web extra-europei allo stesso livello di quelle dei negozianti dell’Unione.
Radio Smerala, puntata del 12 dicembre 2025
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