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Elezioni in Sardegna: ultimi comizi prima del silenzio elettorale Giuseppe Valdes
Pochi giorni ci separano dalle elezioni in Sardegna: il 25 febbraio 2024 il popolo sardo è chiamato alle urne, per rinnovare il consiglio della Regione Sardegna. Egidiangela Sechi ha intervistato il giornalista de L’Unione Sarda Giuseppe Meloni per fare il punto della situazione, a poche ore dal silenzio elettorale.
Mercoledì 21 febbraio 2024 è stata una giornata molto importante per i candidati, dalla visita della segretaria del Partito Democratico Elly Schelin e il vertice della destra in fiera di Cagliari con Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani. Il centro-destra ha puntato l’attenzione sulle divisione nel campo avverso, convinti che l’unione porterà Paolo Truzzu a diventare il nuovo Presidente della Regione Sardegna.
Tra le varie coalizioni regna l’ottimismo. Elly Schelin ha dichiarato che la Sardegna non è un laboratorio e che in ballo c’è il futuro del popolo sardo. Tuttavia in molti pensano che il Campo Largo, con l’accordo tra il Partito Democratico e il Movimento 5 Stelle sia un esperimento dai risvolti di carattere nazionale. La chiusura di campagna elettorale di Alessandra Todde non prevede la presenza dei big nazionali.
Anche Renato Soru chiuderà la sua campagna elettorale a Cagliari e ha attaccato Conte e Bersani, invitandoli ad andare a casa. Per Soru è arrivato Calenda e ci saranno altri vertici di Azione: “Ognuno ha i suoi leader nazionali di riferimento”, ha dichiarato Giuseppe Meloni ai microfoni di Radiolina.
Anche Lucia Chessa prosegue il suo tour in giro per l’Isola. Chessa si è soffermata sul’eolico, scagliandosi su chi vorrebbe lotizzare l’Isola con le pale eoliche: “Siamo l’unica compagine che non può essere accusata di avere responsabilità sui disastri della Sardegna di oggi”, ha dichiarato l’insegnante. Una campagna elettorale da apprezzare, come racconta il giornalista de L’Unione Sarda.
Il grande problema è rappresentato dal voto disgiunto: si può votare un candidato presidente e una lista avversaria. Quest’anno, vista la situazione politica, il voto disgiunto sarà maggiormente rilevante rispetto al passato. Le preferenze (un uomo e una donna) devono appartenere alla stessa lista. Non è possibile esprimere due preferenze appartenenti a partiti diversi. Possono essere due se fanno parte di un genere diverso.
Intervista a cura di Egidiangela Sechi
La Strambata del 22-02-2024