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Elezioni Usa: come i social hanno predetto la vittoria di Trump Enzo Asuni e Stefano Birocchi
I social media, se analizzati attentamente, avevano già previsto l’esito delle elezioni americane 2024, decretando in anticipo la vittoria di Donald Trump. Nonostante una campagna elettorale con un budget più contenuto rispetto alla rivale Kamala Harris, Trump è riuscito a dominare la scena digitale con una presenza costante e mirata. Questo approccio gli ha permesso di generare un impatto maggiore su piattaforme come Instagram, X (ex Twitter) e TikTok, che riflettono l’enorme crescita dei suoi followers.

Il team di Trump ha sfruttato in modo efficiente i social media, mantenendo una costante attività e pubblicando un numero di post molto superiore rispetto alla campagna della Harris. Questo ha permesso a Trump di raggiungere una platea molto più ampia, influenzando il sentiment online, nonostante i numerosi commenti negativi associati a entrambi i candidati.
Secondo i dati di DataMediaHub, tutti gli indicatori social suggerivano la vittoria di Trump. Analizzando engagement, citazioni e partecipazione, l’analisi mostrava un netto vantaggio del candidato repubblicano. La maggiore copertura e visibilità online sono stati, infatti, determinanti: anche se non sempre favorevoli, i post su Trump avevano una portata media molto più elevata rispetto a quelli della Harris.
Con l’annuncio della vittoria, Trump ha registrato un boom di nuovi followers: oltre 2 milioni di persone hanno iniziato a seguirlo tra il 5 e il 6 novembre. Le piattaforme principali che hanno riflettuto questo aumento sono state Instagram, X e TikTok. In particolare, il grafico elaborato da Arcadia evidenzia una crescita significativa degli account di Trump rispetto a quelli della Harris, la cui espansione sui social è stata forte soprattutto su TikTok, dove l’utenza è più giovane e in gran parte non ancora in età di voto.

Un elemento chiave che ha contribuito alla presenza di Trump sui social è stato il ruolo di Elon Musk, proprietario di X, che con un tweet emblematico ha commentato: “You are the media now”. La frase è un chiaro richiamo alla crescente influenza dei social nella formazione dell’opinione pubblica. Dalla sua acquisizione, Musk ha ridotto significativamente la moderazione dei contenuti su X, consentendo un aumento di notizie false e polarizzanti. Oggi, il segno di verifica blu, un tempo riservato agli account ufficiali, è accessibile tramite pagamento, facilitando la percezione di autorevolezza anche per account non verificati ufficialmente.
Secondo il Center for Countering Digital Hate, questo cambiamento ha avuto un impatto notevole sulla disinformazione, con teorie elettorali false che hanno raggiunto fino a 2 miliardi di visualizzazioni su X.
Mentre Musk si espone apertamente su X, Mark Zuckerberg, CEO di Meta, ha mantenuto una posizione più defilata durante queste elezioni. La gestione della disinformazione e il ruolo dei social nella politica americana sono ora al centro di discussioni cruciali per il futuro della democrazia e per la trasparenza dei media digitali.
In sintesi, l’elezione di Donald Trump dimostra ancora una volta come i social media possano fungere da termometro e predittore dell’opinione pubblica, rivelando le tendenze in anticipo rispetto ai risultati ufficiali. La sua strategia vincente sui social rappresenta un modello per le future campagne politiche e rafforza la crescente influenza delle piattaforme digitali nel plasmare il panorama politico globale.
A cura di Enzo Asuni, social media manager del Gruppo L’Unione Sarda, nella rubrica Social Trends.