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Interviste

Emergenza batteri nel mare della Sardegna: cosa sta succedendo?

today9 Luglio 2025 4930 2

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Batteri fecali nel mare della Sardegna: è emergenza ambientale

Il mare sardo, simbolo di bellezza incontaminata e richiamo turistico globale, è oggi al centro di una grave emergenza ambientale. L’ARPAS (Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente) ha lanciato l’allarme: le analisi hanno rilevato livelli preoccupanti di batteri fecali, tra cui Escherichia coli ed enterococchi intestinali, in numerosi tratti costieri. Questi batteri, provenienti da scarichi fognari o reflui non trattati, mettono a rischio la balneazione e la salute pubblica.

Bagnanti (Immagine simbolo)

Escherichia coli: il batterio che minaccia il mare sardo

L’Escherichia coli è oggi considerato il principale indicatore di inquinamento fecale. Da aprile 2025, l’ARPAS ha intensificato i controlli nelle 634 stazioni di monitoraggio dislocate lungo i 2.400 km di costa della Sardegna. Le analisi hanno già evidenziato 33 casi di contaminazione in appena tre mesi.

Un caso emblematico è il Poetto di Cagliari, dove i valori hanno raggiunto i 2000 mpn/100ml, ben oltre il limite di 500 mpn fissato dalla normativa per l’E. coli. Il superamento dei parametri ha comportato divieti di balneazione in diverse zone dell’isola.

Mappa dell’inquinamento marino: dove colpiscono i batteri in Sardegna

La contaminazione interessa tutto il territorio regionale, da nord a sud:

  • Nord Sardegna: Caprera (Stagnali), Stintino, Santa Teresa Gallura, Badesi

  • Centro Sardegna: Siniscola (Torre di Santa Lucia), Orosei

  • Ovest: Alghero, Bosa, Cuglieri

  • Costa Smeralda: diversi tratti nel comune di Arzachena

  • Sud Sardegna: Cagliari (Poetto e Giorgino), Quartu, Capoterra

  • Est Sardegna: Golfo Aranci

L’estensione e la frequenza degli episodi segnalano un problema sistemico, non più sporadico.

Le cause dell’emergenza: clima, barche e comportamenti incivili

🔹 Cambiamento climatico e riscaldamento del mare

Secondo l’ingegnere ambientale Alessio Satta, la temperatura del Mar Mediterraneo è cresciuta di oltre 1°C negli ultimi anni, con punte di +2,5°C nel 2025. L’aumento favorisce la stratificazione termica, riducendo l’ossigenazione dell’acqua e favorendo la crescita dei microrganismi patogeni.

🔹 Scarichi illegali dalle imbarcazioni

Molte barche non rispettano la normativa (D.Lgs. 152/2006 e 182/2003), scaricando in mare reflui non trattati entro le tre miglia dalla costa. A peggiorare la situazione, la mancanza di strutture portuali adeguate per lo smaltimento dei liquami.

🔹 Comportamenti incivili sulle spiagge

Spesso le spiagge vengono lasciate in condizioni deplorevoli: mozziconi nella sabbia, rifiuti ovunque, servizi igienici vandalizzati. Mancano cartelli informativi e presidi di controllo, favorendo il non rispetto delle regole da parte dei bagnanti.

Il caso del Poetto di Cagliari: tra divieti e proteste

Uno degli episodi più discussi riguarda il divieto di balneazione nel tratto del Poetto tra l’ex Ospedale Marino e l’Ottagono. I cittadini denunciano acqua sporca, odori sgradevoli e assenza di controlli, in particolare vicino all’area cani, ritenuta problematica per la prossimità alla zona balneare e per la possibile diffusione di batteri tramite correnti e vento.

Cosa fare per tutelare il mare: soluzioni e responsabilità

La giornalista Francesca Melis, intervenuta sull’emergenza batterica nelle acque della Sardegna, evidenzia la necessità di un approccio collettivo e consapevole: “Non possiamo affidarci solo alle istituzioni. Serve consapevolezza, educazione civica e senso di responsabilità da parte di tutti.” Per fronteggiare la proliferazione di Escherichia coli e altri batteri fecali nel mare sardo, è fondamentale aumentare i controlli sugli scarichi in mare e nelle zone portuali, garantendo che le imbarcazioni rispettino le normative ambientali. Allo stesso tempo, è urgente promuovere campagne di educazione ambientale, affinché cittadini e turisti adottino comportamenti più responsabili.

Cruciale anche la trasparenza dei dati sulle analisi dell’acqua e sui divieti di balneazione, affinché i cittadini possano informarsi in modo chiaro e tempestivo. Infine, come sottolinea l’ingegnere ambientale Alessio Satta, è indispensabile studiare la correlazione tra condizioni meteo e contaminazione batterica, per comprendere meglio l’evoluzione di questi fenomeni e anticiparne gli effetti. Solo attraverso l’azione coordinata di istituzioni, esperti e cittadini sarà possibile proteggere il mare della Sardegna e tutelare la salute pubblica.

A cura di Francesca Melis – Giornalista di Unionesarda.it

La Strambata del 09-07-2025

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