Emiliano Melis, ex giocatore del Cagliari, ha parlato del momento della squadra di Fabio Pisacane, del rapporto tra settore giovanile e prima squadra, ma anche dei cambiamenti del calcio italiano rispetto agli anni in cui vestiva la maglia del Cagliari. Melis, oggi impegnato anche nella formazione dei giovani con la scuola calcio Futura Selargius, ha raccontato le novità del progetto che porta avanti sul territorio. Quest’anno la società ha allestito una prima squadra maschile, che partecipa alla Terza Categoria, composta in gran parte da ragazzi cresciuti nel settore giovanile, e una formazione femminile iscritta al campionato di Eccellenza, oltre a un’Under 15 femminile.

Uno dei temi principali dell’intervista è stato il Cagliari di Fabio Pisacane, allenatore alla seconda stagione sulla panchina rossoblù. Melis ha promosso il lavoro del tecnico, sottolineando soprattutto la capacità di valorizzare i giocatori e di migliorare progressivamente la qualità del gioco.
“Sta facendo un ottimo lavoro”, il giudizio dell’ex rossoblù, che considera importante anche il percorso compiuto da Pisacane attraverso le giovanili e la Primavera. Secondo Melis, il Cagliari ha trovato una propria ossatura e può costruire su una squadra ormai più definita, intervenendo con pochi ritocchi quando necessario.
Particolarmente apprezzato anche l’atteggiamento dell’allenatore nelle dichiarazioni pubbliche. Pisacane, secondo Melis, raramente cerca alibi o scuse, riconosce i meriti degli avversari e non insiste sulle decisioni arbitrali. Una caratteristica che, in una stagione lunga, può aiutare a gestire anche i momenti più complicati.
L’obiettivo indicato dall’ex giocatore è soprattutto quello di ottenere una salvezza più tranquilla rispetto alla passata stagione. La partenza del Cagliari, a suo giudizio, è stata positiva e superiore alle aspettative, anche se il campionato presenterà inevitabilmente infortuni, squalifiche e periodi di difficoltà.
Ampio spazio anche al tema della crescita dei giovani calciatori. Melis ha evidenziato come oggi la presenza dei genitori nelle scuole calcio sia molto più forte rispetto al passato, con aspetti positivi ma anche alcune situazioni che possono diventare problematiche per la crescita dei ragazzi.
L’ex rossoblù ha ricordato quanto sia importante lasciare ai giovani il giusto spazio per svilupparsi senza pressioni eccessive. Secondo la sua esperienza, anche un procuratore deve conoscere il carattere del calciatore e accompagnarlo nelle scelte considerando non soltanto l’aspetto sportivo, ma soprattutto quello umano.
Per Melis, inoltre, il calcio italiano deve tornare a mettere al centro la qualità tecnica. Il primo controllo, il passaggio, la tecnica individuale e la capacità di gestire il pallone devono rappresentare la base del percorso di formazione. La tattica, secondo l’ex Cagliari, viene dopo: senza adeguate qualità tecniche diventa difficile applicare qualsiasi sistema di gioco.
Il riferimento al Cagliari è diretto anche per quanto riguarda i giovani. Vedere ragazzi provenienti dal settore giovanile arrivare rapidamente in prima squadra può rappresentare uno stimolo importante per tutti i giovani calciatori sardi, perché dimostra concretamente che il percorso verso il professionismo è possibile.
Melis ha poi ripercorso alcuni momenti della propria esperienza con il Cagliari, ricordando il periodo tra la fine degli anni ’90 e l’inizio degli anni 2000. In quegli anni il campionato italiano attirava alcuni dei più grandi campioni del mondo: Ronaldo, Zidane, Batistuta, Del Piero, Totti, Maldini, Pirlo e Buffon sono solo alcuni dei nomi citati.
L’ex rossoblù ha ricordato anche la sua esperienza al fianco di Fabian O’Neill, indicandolo come il compagno di squadra più forte con cui abbia giocato a Cagliari. Melis ne ha evidenziato sia le qualità tecniche sia l’umiltà fuori dal campo, ricordando le numerose occasioni in cui i due si fermavano a provare punizioni e calci piazzati.
Tra i ricordi più significativi della sua carriera c’è anche l’esordio in Serie A, arrivato a Bologna, e soprattutto il primo gol al Sant’Elia, realizzato nella stagione successiva in Serie B. Un momento che Melis considera uno dei punti più alti del proprio percorso con la maglia rossoblù.
Guardando al calcio attuale, l’ex Cagliari ha individuato in Paulo Dybala uno dei pochi giocatori capaci ancora di regalare spettacolo attraverso la tecnica individuale. Il confronto con il passato porta inevitabilmente al tema della fuga dei grandi campioni dalla Serie A: per Melis, alla base c’è soprattutto la differenza economica con gli altri principali campionati europei, in particolare la Premier League.
Nel corso dell’intervista non è mancato anche un riferimento alla vicenda legata a Sebastiano Esposito e al ruolo dei procuratori. Melis ha raccontato la propria esperienza personale, spiegando di aver avuto rapporti differenti con gli agenti incontrati durante la carriera e ribadendo quanto sia importante, nella gestione di un giovane, considerare anche il lato umano.
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