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Ep. 01 – Sardegna, la nuova capitale mondiale della longevità: la Blue Zone si espande Mariangela Lampis e Gianni Pes
La Blue Zone Sardegna continua a sorprendere il mondo grazie a nuove ricerche, dati aggiornati e testimonianze che ridisegnano la geografia della longevità regionale. Secondo l’epidemiologo dell’Università di Sassari Gianni Pes, il fenomeno va compreso come un mosaico dinamico fatto di stili di vita, tradizioni e comunità. «Adesso possiamo affermare con sicurezza che il luogo più longevo del mondo è proprio la Sardegna», spiega Pes, indicando un primato mondiale sempre più solido. Le recenti scoperte mostrano come l’isola non sia soltanto custode di un passato straordinario, ma anche laboratorio di nuove prospettive sulla vita ultracentenaria.

La storia della Blue Zone Sardegna nasce tra ritagli di giornale, mappe e un pennarello blu usato per segnare i comuni con numeri eccezionali di centenari. Pes racconta un metodo pionieristico che ha permesso di individuare per la prima volta un’area a concentrazione unica di longevi. «Mi ritrovai una nuvola di puntini blu che delimitavano un’area sorprendente per numero di centenari», spiega l’epidemiologo, ricordando gli inizi di una scoperta che attirò l’attenzione anche del National Geographic. Questa intuizione portò alla definizione del termine Blue Zone e alla comparsa di casi internazionali, dalla Grecia al Costa Rica.
La longevità in Sardegna non è statica, ma evolve con il tempo mostrando nuove sorprese demografiche e sociali. Comuni come Osini, Bolotana e Arzachena stanno emergendo come nuove realtà ultracentenarie, mentre alcuni territori storici hanno registrato un calo. «Le zone blu non sono fisse e possono cambiare, perché alcune scompaiono mentre altre compaiono in modo inatteso», chiarisce Pes, indicando una mappa in continuo mutamento. Il caso di Osini, che conta sei centenari su 701 abitanti, verrà ufficialmente riconosciuto come Blue Zone il 3 dicembre, confermando la vitalità del fenomeno.
I dati mostrano come la Blue Zone Sardegna non sia legata a un unico modello, ma a un equilibrio di abitudini alimentari, vita comunitaria e benessere emotivo. Anche in zone economicamente più sviluppate, come Arzachena, la tradizione alimentare e il sostegno familiare restano pilastri fondamentali. «L’alimentazione tradizionale, l’attività fisica e i rapporti familiari sono ancora cardini della longevità anche nelle nuove aree», sottolinea Pes, invitando a considerare fattori multipli e non più soltanto rurali. La longevità emerge così come esito di scelte quotidiane e di un ambiente sociale coeso e protettivo.
Il racconto diretto dei centenari sardi conferma che il benessere emotivo, l’autoironia e una visione positiva della vita giocano un ruolo determinante nella longevità. Emblematico è il caso di Cesare Serra, centenario di Osini, che parla con semplicità della sua filosofia di vita. «Tutta la vita come viene viene, tocca prendersi come viene», afferma Serra, riassumendo una serenità che sembra comune a molti longevi dell’isola. Per Pes, questo atteggiamento ottimista rappresenta un elemento chiave: la Sardegna continua così a offrire uno dei laboratori più affascinanti del mondo per capire come si possa vivere a lungo e bene.
A cura di Mariangela Lampis – Giornalista di Videolina
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