Paolo Truzzu, capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio regionale attacca l’esecutivo Todde: troppe leggi impugnate, sanità commissariata e caos su energia, scuola e trasporti. Un giudizio netto, senza sconti. L’ex sindaco di Cagliari boccia l’operato della Giunta guidata da Alessandra Todde, parlando di un governo sconclusionato, inattendibile e privo di direzione.

Secondo Truzzu, i dati fotografano una legislatura debole: “Dall’inizio della legislatura sono state approvate meno di 70 leggi, molte delle quali proroghe. Dieci sono state impugnate: è un numero eccessivo”. Il capogruppo di Fratelli d’Italia individua un problema strutturale nel rapporto tra Giunta e Consiglio regionale, con un’aula privata della possibilità di incidere sui testi legislativi. Tre, in particolare, le norme simbolo del fallimento: la moratoria sulle rinnovabili, la legge sulle aree idonee e la riforma della sanità, tutte impugnate e cassate.
Il tema centrale resta la sanità regionale, aggravata, secondo Truzzu, da una riforma definita inutile e dannosa. Dopo il commissariamento delle ASL e la decadenza dei commissari per decisione della Consulta, il quadro viene descritto come instabile e confuso: “In due anni sono stati cambiati assessori, commissari, direttori generali e tre capi di gabinetto. Non è così che si governa un sistema fragile, che ha bisogno di certezze e autorevolezza”. Sull’interim della sanità assunto direttamente dalla presidente Todde, Truzzu parla di una scelta dettata dalla difficoltà di trovare figure disposte ad assumersi una responsabilità così complessa.
Commentando il report della Fondazione Gimbe sui Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), che colloca la Sardegna sotto la media nazionale, Truzzu riconosce che i dati si riferiscono al 2023, periodo in cui governava il centrodestra: “Le criticità erano note e non sono mai state nascoste. Ma le scelte di questi due anni hanno peggiorato ulteriormente la situazione”.
Sul decreto energia e sulle accuse di incoerenza tra livello regionale e nazionale, Truzzu chiarisce la posizione di Fratelli d’Italia: “Non siamo contro le rinnovabili, ma contro la speculazione energetica”. Secondo il capogruppo, il decreto riprende il quadro normativo europeo e individua come aree idonee quelle già compromesse come ave, miniere e zone industriali, evitando l’uso di aree di pregio: “Per rendere la Sardegna autosufficiente basterebbe probabilmente il 2% del territorio”.
Sulla riduzione delle autonomie scolastiche, Truzzu respinge l’idea di un commissariamento punitivo: “Non chiuderà nessuna scuola. Cambia solo l’organizzazione amministrativa”. Il problema strutturale, secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, resta il calo demografico e l’elevata dispersione scolastica, che in Sardegna supera il 13%, uno dei dati più alti a livello nazionale.
Critiche anche alla gestione della continuità territoriale aerea e marittima e al caro-merci. Il 98% delle merci arriva via mare. Le politiche europee sulle emissioni colpiscono soprattutto le regioni insulari. Per Truzzu, la Sardegna da sola non ha sufficiente forza contrattuale: serve un intervento diretto del Governo nazionale per rendere strutturale la continuità delle merci.
Netta la posizione favorevole alla riforma della giustizia e alla separazione delle carriere: “È una scelta di civiltà giuridica, presente nella maggior parte dei Paesi democratici”. Truzzu sottolinea come anche una parte della sinistra riformista sostenga questa impostazione, mentre il centrodestra appare compatto sul sì.
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