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Ep. 02 – Rubin e Swift, due occhi sull’Universo Manuel Floris, Patrizia Caraveo
Nel 2025 è stato inaugurato l’osservatorio Vera Rubin, mentre il telescopio spaziale Swift rischia la caduta sulla Terra nel 2026, aprendo una fase cruciale per l’astrofisica moderna. «Abbiamo un osservatorio che nasce ora e uno che speriamo di non perdere per sempre», ha spiegato Patrizia Caraveo, dirigente di ricerca dell’INAF.

Il Vera Rubin osserverà ogni tre giorni metà del cielo australe dalle Ande cilene, creando una vera cinematografia dell’universo grazie a un campo visivo senza precedenti. «L’idea è avere immagini successive per scoprire oggetti variabili e corpi in movimento», ha dichiarato Caraveo.
Nelle prime osservazioni, confrontando immagini a distanza di una settimana, il telescopio ha individuato oltre mille asteroidi, risultati paragonabili a un anno di ricerche tradizionali. «Questo dà un’idea straordinaria della potenza di scoperta del Vera Rubin», ha sottolineato Caraveo.
L’osservatorio porta il nome dell’astrofisica che dimostrò l’esistenza della materia oscura osservando la rotazione anomala delle stelle nelle galassie. «La galassia contiene materia che pesa ma non emette luce, e la chiamiamo materia oscura», ha ricordato Caraveo.
Lanciato nel 2004, Swift è nato per studiare i lampi gamma, ma si è trasformato in uno degli strumenti più versatili della storia spaziale. «Swift ha osservato non tutto, ma di tutto», ha spiegato Caraveo. Tra le scoperte più sorprendenti, Swift ha osservato stelle fatte a pezzi dall’interazione con buchi neri supermassicci. «Erano il grido di dolore di una stella passata troppo vicino a un buco nero», ha raccontato Caraveo.

A causa del decadimento orbitale, Swift potrebbe rientrare nell’atmosfera entro il 2026, spingendo la NASA a finanziare una missione di recupero da 30 milioni di dollari. «Si vuole riportarlo a circa 550 chilometri di quota», ha spiegato Caraveo.
La missione, affidata a Katalyst Space Technologies, prevede l’aggancio automatico di Swift tramite bracci meccanici privi di maniglioni dedicati. «La parte più difficile sarà agganciarsi a un satellite non progettato per essere recuperato», ha concluso Caraveo.
Una finestra sull’Universo è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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