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Ep. 05 – Speculazione energetica e territori a rischio Nicola Scano
Maria Grazia Demontis, portavoce del Comitato Gallura contro la speculazione energetica in Sardegna, ha denunciato con forza il silenzio delle istituzioni regionali sulla legge Pratobello 24, sostenuta da oltre 211.000 firme di cittadini sardi. Una mobilitazione senza precedenti, ignorata – secondo i comitati – da oltre 15 mesi. Demontis parla apertamente di una profanazione della democrazia, sottolineando come la partecipazione popolare sia stata relegata a un fastidio anziché a una risorsa.

Nel frattempo, avverte, centinaia di progetti energetici presentati durante la fase di deregulation avviata dal decreto Draghi – e aggravata dal successivo decreto 175, ora legge – rischiano di andare avanti grazie alla cosiddetta clausola di salvaguardia.
Secondo i comitati, molti di questi impianti insistono su aree sensibili, dal punto di vista paesaggistico, archeologico e identitario, mettendo a rischio territori di valore unico. Da qui la scelta di rivolgersi anche alla magistratura, con esposti presentati in diversi comuni sardi, da Ittiri a Villanova Monteleone.
Le interruzioni di energia negli ultimi mesi hanno interessato varie zone dell’Isola. A fare chiarezza è Alfonso Damiano, docente di Ingegneria elettrica ed elettronica all’Università di Cagliari, che distingue nettamente tra rete di trasmissione e rete di distribuzione.
Secondo Damiano, la Sardegna sconta una combinazione di fattori strutturali: grande estensione territoriale, bassa densità abitativa e una rete di distribuzione progettata decenni fa, oggi chiamata a gestire carichi e funzioni completamente diverse. La domanda energetica non è più solo passiva, ma anche attiva, con utenti che producono e immettono energia in rete.
Terna, chiarisce il professore, non segnala carenze sul fronte della trasmissione nazionale. Il problema si concentra invece sulla distribuzione locale, composta da decine di migliaia di chilometri di linee, migliaia di cabine e infrastrutture che richiedono investimenti, tempo e personale specializzato per essere ammodernate.
Il punto critico emerso dal dibattito riguarda l’ordine delle scelte. In Sardegna si spinge sulla nuova capacità da rinnovabili senza aver prima messo in sicurezza la rete di distribuzione. Una strategia che, secondo Damiano, risponde alla logica della via più semplice e veloce, ma rischia di aggravare le fragilità esistenti.
Il Tyrrhenian Link, spesso citato come garanzia di stabilità, rafforza soprattutto la trasmissione nazionale, non la distribuzione locale. Quest’ultima, pur essendo un servizio pubblico, è affidata in concessione a operatori di mercato, con tutte le criticità che questo comporta in termini di priorità e investimenti.
A cura di Nicola Scano – Vicedirettore del TG di Videolina
Puntata del 06/02/2026
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