Alessandra Carta giornalista e conduttrice, ha intervistato l’avvocata Anna Maria Busia, una delle massime esperte sui temi di violenza di genere. Anna Maria Busia è dirigente del Partito Democratico, ex consigliera regionale e autrice della legge 4 del 2018 sui diritti degli orfani speciali, i giovani vittime dei femminicidi. Un momento storico e di riflessione sulla tematica, dopo l’uccisione di Giulia Cecchettin.

Secondo l’avvocata è in atto un cambiamento. La vicenda di Giulia Cecchettin ha toccato tutti indistintamente. Il mondo è sempre stato degli uomini anche se le cose stanno cambiando. In questo cambiamento che ha trovato pronte le donne, veloci a riorganizzare la propria vita, gli uomini arrancano e si trovano in difficoltà e disorientati. Vi è una mancanza di adattamento che comporta, in alcuni casi, delle reazioni scomposte. La malattia psichiatrica non può giudicare tutti i casi di femminicidio.
La famiglia insieme alla scuola sono i luoghi deputati all’educazione dei bambini e delle bambine. E’ importante il ruolo che hanno i media, che dovrebbero farsi delle domande secondo Anna Maria Busia. Non si può svolgere una rivoluzione culturale solo in alcuni luoghi. Le immagini trasmesse sulle donne sono ancora cariche di stereotipi e trasmettono un’idea sbagliata che porta a conseguenze pesanti.
Anna Maria Busia è redattrice della legge 4 e del 2018 sugli orfani speciali, i figli e le figlie delle donne uccise. Nasce dall’esperienza di Vanesse Mele, la ragazza orfana perchè il padre uccise la madre nel 1998. In quell’occasione, l’avvocata si rese conto che il sistema italiano non prevedeva un sistema di tutela delle vittime dei bambini e delle bambine che rimanevano senza una madre perché uccisa e senza un padre poiché in carcere.
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