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Interviste

Ep. 08 – Politica e speculazione energetica in Sardegna

today28 Febbraio 2026

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Pratobello 24 e legge nazionale: il nodo della speculazione energetica in Sardegna

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    Ep. 08 – Politica e speculazione energetica in Sardegna Giuseppe Valdes

Politica e speculazione energetica in Sardegna entrano in una fase decisiva tra tensioni istituzionali, scontri nella maggioranza e mobilitazione dei territori. Il confronto si concentra in particolare sulla legge Pratobello 24 e sugli effetti della normativa nazionale sull’energia, mentre il quadro politico regionale si complica con il raffreddamento dei rapporti tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, soprattutto sul tema della sanità. Sullo sfondo resta anche la questione della possibile decadenza della presidente Alessandra Todde, con la decisione attesa dalla Corte d’Appello entro 30 giorni e il richiamo della difesa alle recenti pronunce della Corte Costituzionale che potrebbero incidere sull’intero impianto del procedimento.

Pale eoliche (Pixabay)

Sanità, equilibri politici e riforme istituzionali

Il dibattito politico regionale si muove tra esigenze di riforma e tensioni interne alla coalizione. Piero Comandini, presidente del Consiglio regionale, ha ribadito come non si tratti di una crisi politica ma di una “normale dialettica tra partiti”, sottolineando le divergenze emerse già nel 2025 sul commissariamento delle aziende sanitarie, poi bocciato dalla Corte Costituzionale.

Il Partito Democratico conferma la volontà di contribuire a una riforma del sistema sanitario sardo, puntando a migliorare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni, ma senza rinunciare alle proprie posizioni critiche. Parallelamente si apre il cantiere delle riforme istituzionali, con l’obiettivo di aggiornare lo Statuto e superare una struttura amministrativa ormai datata, come la legge regionale del 1977.

Comandini evidenzia la necessità di un lavoro condiviso e trasversale, capace di andare oltre le divisioni politiche per costruire una macchina regionale più efficiente, in un contesto nazionale segnato da riforme come l’autonomia differenziata.

Legge nazionale e speculazione energetica in Sardegna

Il tema della speculazione in Sardegna domina il confronto tra istituzioni e territori. La legge nazionale, che ha introdotto una vasta estensione di aree idonee agli impianti eolici e fotovoltaici, viene percepita come una minaccia per il paesaggio e l’economia sarda. In questo contesto, i comitati civici chiedono maggiore tutela e saranno ascoltati in commissione sulla Pratobello 24.

Davide Fadda, rappresentante del presidio del Popolo Sardo, ha sottolineato come la normativa statale rischi di trasformare l’Isola, aprendo alla possibilità di installazioni diffuse su larga scala.

Secondo Fadda, la risposta passa dall’utilizzo degli strumenti urbanistici comunali e dall’applicazione diretta del regolamento europeo 2024/1991, che impone la tutela e il ripristino degli ecosistemi. Questo approccio consentirebbe ai comuni di introdurre vincoli più stringenti, creando una barriera normativa contro progetti considerati invasivi e incompatibili con la vocazione del territorio.

Regolamenti europei, ruolo dei comuni e difesa del territorio

La partita si gioca anche sul piano giuridico, con il confronto tra normativa nazionale e diritto europeo. Il regolamento UE sul ripristino della natura, essendo direttamente applicabile, introduce un vincolo sovraordinato che può rafforzare il ruolo dei comuni nella pianificazione territoriale.

Secondo quanto evidenziato da Fadda, i Piani Urbanistici Comunali potrebbero diventare strumenti chiave per attuare questi obblighi, impedendo il deterioramento degli habitat e favorendo il recupero ambientale. Tuttavia, resta il problema delle risorse e delle competenze tecniche, con molti enti locali in difficoltà nell’adeguare i propri strumenti.

Il rischio, in assenza di interventi rapidi, è quello di una trasformazione irreversibile del paesaggio sardo, con conseguenze dirette anche sul turismo e sull’economia. La sfida per la Sardegna è quindi quella di trovare un equilibrio tra transizione energetica e tutela identitaria del territorio, evitando che le decisioni calate dall’alto compromettano un patrimonio ambientale unico.

 

A cura di Nicola Scano – Vicedirettore del TG di Videolina

Puntata del 28/02/2026

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