Franco Meloni definisce «leggina» la riforma della sanità approvata giovedì con i soli voti del Campo largo
Alessandra Carta – Giornalista de L’Unione Sarda – ha intervistato Franco Meloni, il medico dei Riformatori, ex consigliere regionale ed ex direttore generale al Policlinico di Cagliari e al Brotzu.
Franco Meloni, ex consigliere regionale ed ex direttore generale al Policlinico di Cagliari e al Brotzu
Definisce «leggina» la riforma della sanità approvata giovedì con i soli voti del Campo largo. «Una norma insignificante», dice Franco Meloni, manager ospedaliero in pensione e dirigente dei Riformatori, di cui è stato anche consigliere regionale. L’onorevole boccia su tutta la linea anche l’ipotesi di un San Raffaele sardo, «una cosa surreale», ospite della puntata odierna di “A tu per tu”. Meloni ha poi rilanciato la sua idea della sanità: «La Sardegna ha bisogno di un dipartimento della prevenzione: si dimentica che bisogna curare i sani, per evitare che arrivino negli ospedali».
Il messaggio alla presidente
Sempre sulla riforma voluta da Alessandra Todde, Meloni ha fatto alcune riflessioni. Intanto: «Serve solo a commissariare le Asl». E a proposito di spoils system il manager ha sottolineato: «Sono d’accordo con la maggioranza che si debba fare, ma siccome la legge non lo permette, ecco inventata una finta riforma. Un testo pasticciato, con scelte, tipo i dipartimenti di prevenzione, salute mentale e riabilitazione, giusto per fare ammoina». Alla presidente della Regione, Meloni si rivolge sulle scelte dei commissari: «Ci penserei bene prima di mandare via alcuni di quelli che conoscono, incluse le cose che hanno fatto e i loro programmi. Mi riferisco a Paolo Cannas (Asl di Nuoro), Marcello Tidore (Cagliari), Giorgio Carboni (Medio Campidano) e Marcello Acciaro (Olbia). Su Tidore in particolare sottolinea: «Lo sanno tutti che la riforma è una legge fatta per cacciare Tidore».
Franco Meloni, ex consigliere regionale ed ex direttore generale al Policlinico di Cagliari e al Brotzu, con Alessandra Carta
Le responsabilità della politica
Meloni ha sottolineato che la sanità deve rimanere pubblica, garantendo assistenza a tutti i cittadini ovunque si trovino nella regione. Ha aggiunto che per il paziente non è rilevante se il medico sia pagato da un privato o dal Servizio sanitario regionale. Sul ruolo della politica nella gestione dei servizi, il manager dei Riformatori ha riconosciuto le responsabilità del centrodestra negli ultimi cinque anni, pur attribuendo la crisi anche a scelte errate degli ultimi vent’anni. Ha evidenziato che l’ex presidente Solinas aveva avviato il progetto di nuovi ospedali a inizio legislatura, ma il piano di fattibilità è stato approvato solo quindici giorni prima della sua uscita.
I tre pilastri di Meloni
Meloni propone di rivedere le reti ospedaliere, creare un’agenzia per la prevenzione e potenziare la rete territoriale. Tre misure di competenza del Consiglio regionale, su cui la Giunta dovrebbe concentrarsi invece di approvare leggi inutili, come l’ultima, a rischio di annullamento da parte del Governo e della Corte costituzionale.
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