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Ep. 11 – Calcio giovanile, Tiro Libero: “Si cresce anche nelle sconfitte” Manuel Cozzolino
La società Tiro Libero di Quartu Sant’Elena continua la sua crescita nel calcio giovanile, puntando su formazione, inclusione e sviluppo dei giovani atleti. L’allenatore Mario Podestà ha dichiarato: “La nostra idea è creare un club dove ragazzi e famiglie si sentano a casa attraverso il calcio.”

Il progetto Tiro Libero nasce con l’obiettivo di unire sport e comunità, coinvolgendo attivamente genitori e giovani in un ambiente educativo e partecipativo. Podestà ha spiegato: “Interagiamo continuamente con le famiglie, perché vogliamo costruire una vera sinergia tra società, ragazzi e genitori.”
La società conta circa 150 iscritti e ha ampliato il settore giovanile con squadre in diverse categorie, garantendo spazio e crescita a tutti i ragazzi. Podestà ha sottolineato: “Abbiamo creato due squadre per permettere a tutti di giocare ogni settimana, perché l’obiettivo principale è la partecipazione.”
Grande attenzione è dedicata ai portieri, protagonisti dell’intervista, che raccontano un ruolo complesso ma ricco di soddisfazioni personali e sportive. Il giovane Karol Manca ha affermato: “Il portiere ha grandi responsabilità, ma la mia soddisfazione più grande è salvare la squadra con una parata.”
I ragazzi raccontano percorsi diversi ma accomunati dalla passione per il calcio, spesso scoperta per caso o grazie a modelli professionistici. Martino Podestà ha dichiarato: “La sensazione dopo una parata decisiva è unica, ed è ciò che mi ha fatto innamorare del ruolo.”
L’approccio della società si basa su un modello educativo che privilegia il gioco, la crescita personale e la collaborazione tra compagni. L’allenatore Mauro Mainas ha spiegato: “Vogliamo insegnare che nello sport si cresce anche attraverso le sconfitte, non solo con le vittorie.”
La Tiro Libero adotta una didattica ecologica, che ricrea situazioni di gioco spontaneo per sviluppare autonomia e capacità decisionale nei giovani. Mainas ha evidenziato: “Cerchiamo di riprodurre il calcio di strada, dove i bambini imparano divertendosi e sviluppando un agonismo naturale.”
Il clima all’interno della società favorisce collaborazione e rispetto, elementi fondamentali per la crescita sportiva e personale dei ragazzi. Il giovane Alessandro Raccis ha dichiarato: “Quando uno sbaglia, non bisogna colpevolizzarlo, perché si perde e si vince sempre come squadra.”
La realtà della Tiro Libero rappresenta un modello positivo per il calcio giovanile in Sardegna, unendo competizione, educazione e inclusione sociale. Sebastian Riello ha concluso: “Ho imparato che la squadra viene prima di tutto, e che aiutarsi è la cosa più importante in campo.”
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