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Interviste

Ep. 12 – Cabiddu racconta Su Maistu: il viaggio musicale di Luigi Lai conquista pubblico e critica

today26 Marzo 2026 42

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Su Maistu, il film di Cabiddu su Luigi Lai emoziona tra tradizione e memoria

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    Ep. 12 – Cabiddu racconta Su Maistu: il viaggio musicale di Luigi Lai conquista pubblico e critica Fabio Leoni

Nel nuovo appuntamento di  Unione Cult, condotto da Francesca Figus e Francesco Abate, è intervenuto il regista Gianfranco Cabiddu per raccontare il suo nuovo film Su Maistu. L’opera, presentata anche al Bari International Film Festival, è dedicata al maestro delle launeddas Luigi Lai e ha già riscosso importanti consensi. Durante l’intervista, Cabiddu ha condiviso dettagli sulla lunga lavorazione e sull’intento profondo del progetto. Il film si configura come un omaggio sentito alla tradizione musicale sarda e alla trasmissione della memoria culturale.

Launeddas

Un gesto d’amore per la tradizione sarda

Cabiddu ha definito il film “un gesto d’amore, ma anche un dovere”, sottolineando l’importanza di raccontare la figura di Luigi Lai come vero monumento vivente. Il regista ha spiegato che musicisti internazionali, incontrando Lai, hanno vissuto momenti di autentica rivelazione artistica. “Ogni volta lo stupore era un’epifania”, ha dichiarato, evidenziando l’unicità delle launeddas nel panorama musicale mondiale. Il documentario esplora anche il rapporto maestro-allievo, elemento centrale nella trasmissione di una tradizione che rischia di scomparire senza testimoni diretti.

Il successo internazionale e la sorpresa del pubblico

Il pubblico italiano ha accolto Su Maistu con grande curiosità e meraviglia, soprattutto per la forza identitaria dello strumento e della cultura rappresentata. Cabiddu ha raccontato come anche musicisti stranieri abbiano scoperto Luigi Lai con stupore, riconoscendone il valore universale. Un episodio significativo riguarda un artista americano che, dopo averlo ascoltato, ha compreso l’origine di molte tecniche musicali contemporanee. Questo dimostra come la tradizione sarda possa dialogare con il mondo, superando confini geografici e culturali attraverso la musica.

Gianfranco Cabiddu, regista (foto Fb Cabiddu)

Sette anni di lavoro tra ricerca e memoria

Il regista ha rivelato che la realizzazione del documentario ha richiesto circa sette anni, alternando pause e riprese legate a eventi significativi. Tra questi, l’invito a New York per una masterclass e importanti riconoscimenti accademici ricevuti da Lai. “Documentari così non si fanno in fretta”, ha affermato Cabiddu, sottolineando la necessità di seguire il tempo della vita reale. Il film ricostruisce quasi un secolo di storia, intrecciando immagini, testimonianze e repertori per restituire un ritratto completo e autentico del maestro.

Nuovi progetti e uno sguardo al futuro

Durante l’intervista, Cabiddu ha anticipato di essere al lavoro su un nuovo film ambientato in Sardegna, incentrato sui cambiamenti sociali degli anni Sessanta. Il progetto racconterà la trasformazione delle coste, da terre marginali a risorse turistiche strategiche, segnando un passaggio storico fondamentale. Sebbene il cast resti ancora segreto, il regista ha confermato l’inizio delle riprese in autunno. Nel frattempo, Su Maistu continua il suo percorso, portando la cultura sarda nelle sale e consolidando il valore universale della memoria musicale.

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