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Ep. 17 – Trail running: il Sardinia Trail celebra sport, natura e inclusione Manuel Cozzolino
Il Sardinia Trail ha inaugurato la sua tredicesima edizione in Ogliastra, confermandosi tra gli eventi più importanti del trail running internazionale disputati in Sardegna. La competizione attraversa mare, montagne e canyon, coinvolgendo atleti provenienti da tredici Paesi diversi e proponendo tre tappe caratterizzate da percorsi tecnici e panorami spettacolari. Giandomenico Nieddu, organizzatore dell’evento, ha sottolineato l’unicità dell’evento dichiarando: “Sono tre tappe in tre territori vicini ma completamente diversi”.

Il Sardinia Trail attraversa alcuni dei territori più suggestivi dell’Ogliastra, alternando percorsi costieri, salite verso Punta La Marmora e Ulassai. Giandomenico Nieddu ha evidenziato il livello della competizione affermando: “Domani saranno 41 chilometri con 1600 metri di dislivello positivo”. L’organizzatore ha ricordato che molti partecipanti sono specialisti delle ultradistanze, abituati anche a gare superiori ai cento chilometri complessivi.

Durante l’intervista, Federica Frongia e Emanuela Flore hanno chiarito le differenze tra trail running, skyrace e ultratrail, discipline spesso confuse dal grande pubblico. Emanuela Flore ha definito il trail running spiegando: “Si tratta di mettere un piede davanti all’altro in percorsi molto accidentati e spesso ripidi”. Federica Frongia ha invece descritto la skyrace come una versione ancora più tecnica, caratterizzata da grandi dislivelli e passaggi in cresta ad alta quota.
Uno degli aspetti più difficili del trail running riguarda la gestione delle discese tecniche, soprattutto su rocce, neve o sentieri particolarmente sconnessi. Emanuela Flore ha spiegato: “Ogni passo richiede una posizione precisa del corpo e una concentrazione continua per evitare cadute o infortuni”. Federica Frongia, considerata particolarmente forte nelle discese, ha raccontato di avere sviluppato questa abilità fin dall’infanzia correndo sulle rocce di Poggio dei Pini. L’atleta ha dichiarato: “Mi sono resa conto che avevo allenato questa dote senza saperlo”, riferendosi alla naturale capacità di affrontare terreni complessi.
Negli ultimi anni la Sardegna è diventata una delle mete più apprezzate dagli appassionati di trail running grazie alla varietà dei percorsi disponibili. Federica Frongia ha ricordato che il calendario regionale comprende eventi importanti come il Trail del Marganai, il Pattada Wild Trail e le skyrace di Villacidro e Oliena. Emanuela Flore ha evidenziato il valore ambientale di queste competizioni dichiarando: “Abbiamo montagne, fiumi, cascate e scenari naturalistici veramente pazzeschi”.
Le ospiti hanno ribadito che il trail running non è riservato esclusivamente agli atleti professionisti o agli specialisti delle lunghe distanze. Emanuela Flore ha lanciato un messaggio molto chiaro dichiarando: “Vogliamo far avvicinare quante più persone possibili alla nostra disciplina”. L’atleta ha spiegato che molte gare propongono anche distanze brevi e percorsi accessibili, ideali per chi desidera iniziare gradualmente questa esperienza sportiva. Secondo Flore, il trail running rappresenta soprattutto un’occasione per riscoprire il territorio, vivere la natura e condividere esperienze inclusive con altre persone.
Le runner hanno sottolineato che affrontare gare di trail running richiede preparazione fisica, conoscenza della montagna e attenzione all’equipaggiamento obbligatorio. Manuela Flore ha spiegato: “La montagna si rispetta come si rispetta il mare, quindi la preparazione viene prima di tutto”. Tra gli strumenti indispensabili figurano scarpe tecniche, zaino idrico, riserve alimentari, giacca antivento e dispositivi di sicurezza previsti dai regolamenti internazionali. Le atlete hanno infine ricordato che l’equilibrio tra leggerezza e autonomia rappresenta uno degli aspetti fondamentali nelle gare lunghe e particolarmente tecniche.
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