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Ep.19 – I pianeti gemelli della Terra: Venere e Marte Manuel Floris, Giuseppe Piccioni
Una Finestra sull’Universo, l’appuntamento su Radiolina per raccontare l’universo, a cura dell’astrofisico e direttore del Planetario de L’Unione Sarda, Manuel Floris. Ospite della puntata, Giuseppe Piccioni, planetologo e dirigente dell’INAF di Roma.
In tempi antichi, Venere era uno dei cinque pianeti conosciuti del sistema solare, prima dell’invenzione degli strumenti astronomici a nostra disposizione oggi. I greci erano convinti che si trattasse di una stella e vi si riferivano con due nomi differenti: Fosforo (Lucifero) come astro del mattino ed Espero come astro della sera. Tra i pianeti del sistema solare, Venere è il secondo per distanza dal sole ed il sesto per massa. Le sue dimensioni sono simili a quelle della terra, perciò i due mondi sono spesso definiti gemelli, ma oltre questo, i pianeti non potrebbero essere più diversi tra loro.
L’atmosfera venusiana, infatti, è tanto densa da consentire a malapena alla luce del sole di raggiungere la superficie, le temperature sono così alte da fondere il piombo e il pianeta ruota su sé stesso in senso orario (come Urano). È possibile che Venere sia stato un pianeta oceanico abitabile, miliardi di anni fa, ma l’acqua è interamente evaporata e si è dispersa nello spazio, lasciando la superficie vulcanica deserta.
Nel 1962, la sonda Mariner 2 della NASA è stata il primo velivolo spaziale a visitare Venere, raccogliendo preziose informazioni. Da allora, dozzine di missioni sono state lanciate verso il pianeta. Diverse teorie provano a spiegare come il mondo sia mutato nell’inferno che conosciamo oggi; in aggiunta, Venere è un osservato speciale nella ricerca degli ingredienti per originare la vita. La superficie del pianeta è invivibile, ma le condizioni per la sostenibilità della vita sono nettamente più favorevoli, tra le nuvole gialle e dense in atmosfera.

Al contrario di Venere, Marte è un mondo piuttosto freddo. Il pianeta rosso, a scapito dell’immaginazione, è un deserto roccioso su cui le temperature medie si aggirano attorno ai -65 gradi. Nel sistema solare, è il quarto pianeta per distanza dal Sole ed ha due lune: Fobos e Deimos. Come la Terra, Marte possiede calotte polari, vulcani e canyon, tuttavia, l’atmosfera marziana è piuttosto rarefatta e non sarebbe possibile respirarne l’aria in superficie.
Marte oggi è un mondo arido, ma le mappature rivelano che molto probabilmente in passato l’acqua scorreva sulla sua superficie. Anche se il pianeta non presenta tracce di vita, è possibile che ospitasse o potesse ospitare la vita quando era più caldo. La ricerca della vita sul pianeta rosso, tuttavia, non si limita alla superficie: infatti, vi sono prove dell’esistenza di falde acquifere sotterranee e, sulla Terra, innumerevoli batteri e forme di vita sono in grado di vivere in condizioni simili. Dunque, è possibile che esista la “vita” su Marte, anche se ben più semplice di quella immaginata dalla fantascienza.
Le prime missioni spaziali rivolte a Marte furono dei sovietici negli anni ’60, ma i primi a riuscire nell’intento furono gli statunitensi, con la missione Mariner 4 nel 1965. Nel 1996, con la missione Pathfinder, NASA trasporta il primo rover sulla superficie del mondo marziano, seguito, nel corso dei decenni, da numerosi altri robot. Attualmente, lo scopo delle missioni è lo studio della possibilità passata, presente o futura del pianeta di ospitare la vita o che questa esista ancora.

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