Alessandra Carta – Giornalista de L’Unione Sarda – intervista Abramo Garau, esperto di leggi elettorali. Al centro della puntata le prossime elezioni Europee e Comunali in Sardegna. Come si vota? Le urne dell’Election day si aprono sabato dalle 14 alle 22 e domenica dalle 7 alle 23. Per le Europee si vota in tutta la Sardegna; per le Amministrative in 27 Comuni, tra cui Cagliari e Sassari.
I deputati da eleggere in tutta Italia sono 76, di cui otto nel collegio delle due isole. Il sistema elettorale è proporzionale con soglia di sbarramento al 4 per cento su base nazionale. Vuol dire che per entrare nella ripartizione dei seggi, bisogna superare questo tetto. Sono escluse le minoranza linguistiche di Trentino e Valle d’Aosta, a cui è concesso all’apparentamento con liste nazionali proprio per evitare l’ostacolo dello sbarramento.
Gli elettori possono indicare tre nomi all’interno di una stessa lista, rispettando la rappresentanza di genere (tranne quando si dà una sola preferenza che può andare indistintamente a una donna o a un uomo). La sede principale del Parlamento Ue è Strasburgo: gli scranni sono in tutto 705. Per candidarsi era necessario avere almeno 25 anni. Si ha invece diritto di vota dai 18 anni in su.
Quanto ai 27 Comuni sardi che vanno ai seggi, cinque hanno più di 15mila abitanti (Cagliari, Sassari, Alghero, Monserrato e Sinnai). Vuol dire possibilità di ballottaggio il 23 e 24 giugno, nel caso in cui nessun candidato sindaco raggiunga il 50 per cento più uno dei consensi. Alle Amministrative, come alle Regionali, nei Comuni sopra i 15mila abitanti c’è il voto disgiunto: vuol dire che la preferenza può essere data a un consigliere che appartiene a uno schieramento diverso rispetto a quello del candidato sindaco prescelto, a sua volta in corsa con una o più liste.
All’interno di uno stesso partito si possono votare insieme un uomo e una donna: questa è la doppia preferenza di genere. Nei centri sotto i 15mila abitanti, gli aspiranti primi cittadini fanno riferimento a una sola lista. Il ballottaggio c’è solo in caso di parità. Quando invece c’è un solo candidato sindaco in corsa, l’elezione è valida se viene superato il quorum: anche per quest’anno, come accaduto negli anni della pandemia, il limite è al 40 per cento e non al 50.
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