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Ep 21 – Truffe informatiche: come difendersi? Giuseppe Valdes
Le truffe informatiche rappresentano oggi una minaccia concreta e in continua evoluzione. Sono sempre più diffuse e colpiscono in particolare anziani, minori e persone con scarsa alfabetizzazione digitale, soggetti che risultano maggiormente vulnerabili alle insidie della rete. Ospiti a “I conti di famiglia”, la trasmissione curata e condotta da Simona De Francisci e Giuseppe Deiana, sono Mauro Carta, presidente delle ACLI Sardegna, e Federica Orecchioni, commissario capo della Polizia Postale. Un confronto utile a capire come difendersi e a sensibilizzare l’opinione pubblica su un fenomeno che riguarda sempre più famiglie italiane.

La criminalità informatica utilizza tecniche sempre più sofisticate: dal phishing, alle truffe sentimentali, fino alle frodi via SMS o social media. Federica Orecchioni, a capo della divisione che si occupa dei reati contro il patrimonio, ha spiegato come gli anziani, soprattutto quelli soli, siano spesso vittime di raggiri romantici.
Gli anziani vengono contattati da falsi professionisti (militari, avvocati, imprenditori) che, dopo aver instaurato un rapporto di fiducia, chiedono somme di denaro con scuse diverse, colpendo il senso di affetto e la generosità delle vittime. Anche i minori sono esposti, soprattutto quando si trovano in contatto con sconosciuti che si spacciano per coetanei e li inducono a inviare materiale intimo, utilizzato poi per estorsioni.
Mauro Carta ha sottolineato quanto la mancanza di competenze digitali renda le persone fragili facili bersagli. Nelle sedi ACLI, molti anziani si rivolgono per ricevere assistenza dopo aver fornito inconsapevolmente credenziali bancarie o risposto a mail sospette.
“Spesso provano vergogna nel raccontare l’accaduto ai familiari,” ha detto Carta, evidenziando quanto sia importante una rete di sostegno e ascolto. Le ACLI offrono formazione e accompagnamento: aiutano a interpretare messaggi sospetti e, se necessario, indirizzano le vittime alla Polizia Postale per sporgere denuncia.

Secondo la commissaria Orecchioni, il primo campanello d’allarme è sempre la richiesta di dati personali o bancari. Che si tratti di email, SMS o chiamate, la truffa si presenta con un falso senso d’urgenza: “È stato effettuato un accesso al suo conto”, “Chiami subito per bloccare un bonifico”. È proprio in quei momenti che serve sangue freddo e verificare con attenzione.
Nel caso delle email, controllare l’indirizzo del mittente può svelare la frode. Nei messaggi o telefonate, anche se sembrano provenire da enti affidabili o numeri istituzionali, la richiesta di dati sensibili è sempre sospetta.
Le truffe non sono solo fastidiose: possono distruggere un patrimonio. Orecchioni ha raccontato di vittime che hanno perso fino a 800.000 euro in finte piattaforme di trading online. I truffatori promettono guadagni elevati con un piccolo investimento iniziale, ma alla fine riescono a sottrarre tutti i risparmi.
Le ACLI Sardegna, guidate da Mauro Carta, sono impegnate in un’opera di prevenzione continua. Attraverso il servizio civile, giovani volontari diventano facilitatori digitali per gli anziani. Sono organizzati corsi, seminari e incontri formativi, dedicati all’uso sicuro degli strumenti digitali, dei social e del web in generale.
L’educazione digitale deve iniziare presto, ma non si deve mai interrompere. Come ha ricordato la commissaria Orecchioni, essere nativi digitali non significa essere consapevoli. Serve formazione specifica, che coinvolga scuole, famiglie e istituzioni.
L’invito è rivolto anche ai genitori dei minori, che devono monitorare l’uso dei dispositivi, attivare strumenti come il parental control e dialogare apertamente con i figli. È importante che i minori capiscano che non devono avere paura o vergogna se diventano vittime di una truffa e che devono chiedere aiuto subito.
Venerdì 30 maggio, le ACLI organizzano un convegno dedicato proprio al tema della sicurezza digitale, con la partecipazione di rappresentanti istituzionali, Poste Italiane e forze dell’ordine. Come ha spiegato Mauro Carta, l’obiettivo è informare e rafforzare le reti di protezione per tutte le fasce fragili, ma anche sensibilizzare gli operatori che quotidianamente hanno un ruolo nella prevenzione e nell’aiuto.
I Conti di Famiglia è disponibile anche su Spotify. È sufficiente cliccare sulla banda qui sotto per ascoltare la puntata direttamente in piattaforma.
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