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Ep. 22 – Referendum Lavoro: scontro aperto tra CGIL e Azione

today4 Giugno 2025 139

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Referendum: il dibattito divide l’Italia sul futuro del lavoro

La puntata odierna di “A Tu Per Tu” con Alessandra Carta, ospita un dibattito acceso sui referendum promossi dalla CGIL, focalizzati sul lavoro e sulla cittadinanza. Gli ospiti sono Pino Gesmundo, segretario nazionale della CGIL, in rappresentanza del fronte del “Sì”, e Sebastiano Tola, vicesegretario regionale di Azione, per il fronte del “No”. Al centro della discussione, il futuro delle tutele dei lavoratori in caso di licenziamento illegittimo, in vista del voto dell’8 e 9 giugno.

Pino Gesmundo, segretario Nazionale CGIL e Sebastiano Tola, vicesegretario regionale di Azione, negli studi di Radiolina

Quesito 1 (Scheda Verde): la reintegra al centro del ‘Sì’ della CGIL

Il primo quesito referendario, identificato dalla scheda verde, mira all’abrogazione del Decreto Legislativo 23 del 2015, uno dei provvedimenti attuativi del Jobs Act. Questa norma disciplina le tutele in caso di licenziamento illegittimo per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 in aziende con più di 15 addetti. Pino Gesmundo della CGIL sostiene con forza la necessità di abrogare questa parte del Jobs Act, definendola una norma di civiltà. L’obiettivo principale è ripristinare il diritto alla reintegrazione sul posto di lavoro per i lavoratori licenziati illegittimamente. Gesmundo sottolinea come l’attuale normativa abbia diviso il mondo del lavoro, creando disparità tra chi è stato assunto prima del 2015 (che mantiene il diritto alla reintegra) e chi dopo (che riceve solo indennità). Questo quesito riguarda milioni di lavoratori, soprattutto giovani, e la reintegra è vista come un grande deterrente per i datori di lavoro.

La posizione del ‘No’ di Azione: tra legge Fornero e armonizzazione Europea

Sebastiano Tola di Azione si schiera per il “No”, esprimendo una generale reticenza del suo partito verso l’uso dei referendum per tali materie, preferendo l’intervento legislativo. Tola argomenta che l’abrogazione della norma del Jobs Act farebbe “rivivere” la Legge Fornero (Legge 98 del 2012), che prevede un tetto risarcitorio inferiore rispetto a quello attuale. Azione sostiene, basandosi su dati statistici, che spesso i lavoratori preferiscono un risarcimento del danno piuttosto che la reintegra, soprattutto in un’azienda potenzialmente “decotta”. Inoltre, Tola evidenzia che il Jobs Act è stato introdotto anche per armonizzare le norme italiane con quelle comunitarie, al fine di parificare i sistemi di trattamento e migliorare la competitività. Gesmundo contesta quest’ultima affermazione, citando la normativa spagnola come esempio di approccio più favorevole ai lavoratori che l’Italia potrebbe adottare.

Sebastiano Tola, vicesegretario regionale di Azione, negli studi di Radiolina

Quesito 2 (Scheda Arancione): indennità nelle piccole aziende

Il secondo quesito referendario, identificato dalla scheda arancione, riguarda l’abolizione delle norme che fissano un tetto di sei mensilità come indennità in caso di licenziamento illegittimo nelle aziende con fino a 15 dipendenti. Attualmente, per aziende più grandi (oltre 15 addetti), le mensilità possono essere fino a 14. Se vincesse il “Sì”, l’obiettivo è che il giudice possa decidere un’indennità maggiore, superando il tetto dei 6 mesi vincolanti, sebbene in queste aziende non si applichi la reintegra. Questa operazione interessa circa 3,7 milioni di lavoratori nel sistema imprenditoriale italiano, caratterizzato in gran parte da piccole e medie imprese.

Pino Gesmundo, segretario Nazionale CGIL, negli studi di Radiolina

Il ‘No’ di Azione sul secondo quesito: la questione Costituzionale

Azione si oppone anche a questo secondo quesito, sollevando un problema di carattere costituzionale. Sebastiano Tola afferma che la Corte Costituzionale ha stabilito che per identificare le piccole imprese non ci si debba basare solo sul numero dei dipendenti, ma anche su fattori come il fatturato e altri aspetti. Pertanto, un quesito che si fonda unicamente sul numero di addetti risulterebbe “anticostituzionale” per definizione. Pino Gesmundo ribatte prontamente, sottolineando che la Corte Costituzionale ha ammesso il quesito, superando quindi il problema di validità.

Referendum Lavoro: il futuro delle tutele e il ruolo del legislatore

Il dibattito tra CGIL e Azione mette in luce visioni divergenti sul ruolo della reintegra e dell’indennità nel sistema delle tutele contro il licenziamento illegittimo. Mentre la CGIL vede i referendum come uno strumento essenziale per ripristinare diritti e ridurre la frammentazione nel mondo del lavoro, Azione preferisce un approccio legislativo, sottolineando la complessità della materia e le implicazioni economiche e costituzionali. La posta in gioco è alta: il voto referendario deciderà modifiche cruciali al Jobs Act, impattando milioni di lavoratori e il quadro normativo del mercato del lavoro italiano.

 

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