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Interviste

Ep. 22 – Vita fuori dalla Terra, il caso del pianeta K218b

today31 Maggio 2025 112 46

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Alla ricerca di vita su K218B: l’esopianeta che promette sorprese

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    Ep. 22 – Vita fuori dalla Terra, il caso del pianeta K218b Manuel Floris e Giovanni Covone

Oggi esploriamo l’esopianeta K218B, scoperto nel 2015 dal telescopio Kepler, che durante le recenti osservazioni con il James Webb Telescope ha fatto emergere indizi affascinanti sulla presenza di molecole organiche nella sua atmosfera. Nella nuova puntata di “Una finestra sull’universo” con l’astrofisico Manuel Floris l’ospite è Giovanni Covone, professore di astronomia e astrofisica all’Università Federico II di Napoli e autore di Altre terre (HarperCollins Italia).

Esopianeta K218b

Osservazioni dal cielo notturno

«In queste sere possiamo ammirare la Luna crescente e il pianeta Marte, che a metà giugno passerà vicino a Regolo nella costellazione del Leone», spiega Manuel Floris. Ma, aggiunge Giovanni Covone, «dopo il tramonto la Via Lattea mostra il suo centro galattico tra Scorpione e Sagittario, ricordandoci che nella nostra galassia potrebbero esserci almeno un pianeta per ogni stella».

la scoperta di K218B e il telescopio Kepler

Il telescopio spaziale Kepler, primo strumento NASA dedicato alla ricerca di esopianeti tramite il metodo dei transiti, ha monitorato per due anni mezzo milione di stelle fra Cigno e Lira. Tra le migliaia di pianeti rilevati figura K218B, il primo intorno alla stella K218. Covone ricorda: «Kepler non catturava la luce del pianeta, ma ne osservava l’ombra, aprendo la strada allo studio degli esopianeti».

Giovanni Covone, astrofisico

Caratteristiche e potenzialità di vita

K218B è una super-Terra con dimensioni intermedie tra la Terra e Nettuno, dotata di un’atmosfera a base di idrogeno e tracce di acqua, metano e CO₂. Nel 2023 un team di Cambridge ha suggerito la presenza di DMS (dimetilsolfuro), molecola legata al fitoplancton terrestre. Come sottolinea Covone, «la combinazione di vapore acqueo e giusta distanza dalla nana rossa rende K218B un candidato ideale per la ricerca di biofirme». Un anno sul suo orbita dura soli 33 giorni terrestri, ma ciò non preclude la possibilità di un oceano liquido sulla superficie.

Verso nuove frontiere astronomiche

«È come tornare alla Terra primordiale», conclude Covone. L’atmosfera di K218B potrebbe somigliare a quella terrestre prima dell’avvento dell’ossigeno molecolare, fornendo un laboratorio naturale per studiare l’emergere della vita. Con telescopi di nuova generazione come il James Webb, e le future missioni, il mistero di K218B potrebbe presto trasformarsi in scoperta definitiva.

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